Il Tirreno

Arrestati per un traffico di prostitute e droga

A guidare la banda un capo con la passione irrefrenabile per i cartoni animati. Reclutava ragazze per i clienti ai quali forniva anche cocaina

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PIOMBINO. Un giro di prostituzione, droga ed estorsione con a capo un singolare “boss” con un'irrefrenabile passione per i cartoni animati. Non c'era infatti affare illecito, seppur lucroso, che nel pomeriggio riuscisse a tenerlo lontano dalla visione in Tv di “Dragon Ball” il suo fumetto preferito, da cui ha preso il nome l'operazione della polizia che ha portato al suo arresto.
A finire nel carcere livornese delle Sughere un uomo di 35 anni, Giuseppe Neve, detto “Pino il tarantino”, da anni residente nella nostra città, dove lavora come responsabile della sicurezza in un'impresa d'appalto della Lucchini.
Sarebbe lui la mente dell'organizzazione che procurava ai clienti giovani prostitute, cocaina e persino i luoghi incontro. Nel giro, con un ruolo che la polizia ritiene rilevante, ma che tuttavia non è stato ancora ben precisato, anche un piombinese di 53 anni per il quale sono scattati gli arresti domiciliari.

Un ruolo invece circoscritto ai soli episodi di usura ed estorsione lo avrebbero avuto un operaio di 48 anni, che lavora nella stessa impresa di Giuseppe Neve, e una ragazza appena ventenne, entrambi denunciati a piede libero.
L'operazione “Dragon Ball” si è conclusa venerdì mattina con una serie di perquisizioni nell'abitazione di “tarantino” e anche in fabbrica, dove gli agenti della polizia hanno accuratamente controllato gli armadietti dell'uomo e del suo compagno di lavoro, prima di far scattare gli arresti e le denunce. Nell'appartamento di Giuseppe Neve è stata tra l'altro trovata una pistola calibro 8 illegalmente detenuta ed un coltello a serramanico.
L'indagine della squadra anticrimine del commissariato di Piombino era iniziata nell'ottobre scorso, in seguito ad alcune voci confidenziali, che segnalavano una preoccupante attività di spaccio di cocaina in città.

Sono dunque scattati appostamenti e pedinamenti che hanno portato alla conferma del ruolo svolto da “Pino il tarantino”, che hanno trovato anche un inatteso riscontro in un'operazione antidroga condotta nel frattempo dal commissariato di Cecina, che si era conclusa con l'arresto di una trentina di persone. Nell'indagine era stato infatti coinvolto anche un pugliese che risultava residente a Piombino.
Tirando il filo della matassa, gli uomini dell'anticrimine hanno scoperto un'altra lucrosa attività che il “tarantino” incrociava con quella dello spaccio della droga. Approfittando delle loro difficoltà economiche, avrebbe infatti indotto alcune ragazze dell'Est ma anche italiane, a prostituirsi, intascando metà dei loro guadagni. Era lui ad accompagnarle nei luoghi degli incontri (in alcuni casi il suo appartamento in altri alcuni motel delle zona) e a presentarle ai clienti, ai quali su richiesta procurava anche dosi di cocaina. Per rifornirsi a sua volta della droga, Giuseppe Neve effettuava continui viaggi in Puglia con la scusa di far visita ai genitori, ma ugualmente seguito nei suoi spostamenti dalle forze dell'ordine.
Secondo gli inquirenti, Neve avrebbe anche tentato, senza successo, di entrare più volte in contatto con altre organizzazioni per reclutare ragazze disponibili direttamente dai paesi dell'Est. Dopo l'operazione condotta dalla polizia di Cecina si era invece fatta più prudente l'attività di spaccio della droga sulla piazza di Piombino, che aveva in gran parte sostituito con quella di Follonica.

Apparenza da tipico “boss”, salvo forse quando il suo cartone animato preferito in Tv, “Pino il tarantino” era riuscito a coinvolgere in alcuni episodi di usura ed estorsione anche al suo compagno di lavoro e la sua ragazza. Dalle indagini è in particolare saltato fuori un prestito di 20 euro fatto un giovane, al quale attraverso minacce sarebbero poi stato chiesto di restituire ben 500 euro. Sarebbe questo, insieme al tentativo andato a vuoto di reclutare ragazze dell'Est, a far scattare le due denunce. All'organizzazione non è stato però dato il tempo di crescere e Giuseppe Neve è ora recluso nel carcere di Livorno in attesa di essere interrogato dal magistrato.

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