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Lucca, false fatture per oltre 1,5 milioni: nei guai il titolare di una società con 4 megastore

di Luca Tronchetti

	La Finanza a Lucca
La Finanza a Lucca

La procura chiude le indagini su un imprenditore che vive a Sant’Anna: è il legale rappresentante di una nota catena di prodotti non alimentari con quattro megastore in Toscana

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LUCCA. Guai giudiziari in vista per il legale rappresentante di una nota catena di prodotti non alimentari con quattro megastore in Toscana (Lucca, Massa, Firenze e Gallicano) che offrono alla clientela prodotti e marche di vario genere: dall’abbigliamento alle calzature, dalla pelletteria ai casalinghi passando per il tessile, l’igiene per la casa e la persona, ferramenta e giocattoli.

Al termine di un’inchiesta del nucleo polizia economico finanziario della Guardia di Finanza il procuratore facente funzioni Lucia Rugani ha disposto l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di Zhilong Lin, 37 anni, origini cinesi e residente a S. Anna.

Il rappresentante della società Dolif srl, società unipersonale con sede a Firenze, è accusato di dichiarazione dei redditi fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Già in passato la società era finita nel mirino delle fiamme gialle – come in questo attraverso controlli incrociati con l’agenzia delle Entrate – ma alla fine il contenzioso si era chiuso con un accordo con l’Erario con buona pace di tutti.

Nel caso di specie, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza (la sede lucchese della Dolif srl, si trova a meno di 50 metri da quella delle fiamme gialle), al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, la società si sarebbe avvalsa di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti indicando nelle dichiarazioni Iva relative a cinque anni d’imposto (dal 2020 al 2024) elementi passivi fittizi.

Fatture per 1,5 milioni

In pratica, secondo l’accusa, sarebbero state annotate nelle scritture contabili e utilizzate nelle dichiarazioni dei redditi annuali 154 fatture e una nota di credito emesse da un’impresa individuale con sede a Milano (la “Xin Feng Abbigliamento di Chen Feng) con un imponibile complessivo di 1,5 milioni e Iva di 340mila euro. Ma dai controlli dei finanzieri la sede dell’impresa milanese era fittizia, priva di dipendenti e attrezzature, senza una struttura organizzata e sempre inadempiente nel pagamento di imposte e tasse.

Inoltre quell’impresa individuale era priva di utenze idriche, elettriche e del gas. La Gdf ha individuato 4 fatture false per l’anno 2020, 39 per il 2021, 45 nel 2022, 44 legate al 2023 e 22 per l’anno 2024.

La parola alla difesa

Peraltro i legali dell’amministratore cinese – con primo punto vendita aperto a Lucca circa 14 anni fa e diventato uno store di riferimento sul territorio – potranno depositare atti e memorie difensive e chiedere al pm e alla polizia giudiziaria di ascoltare il loro assistito.


 

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