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La bufera politica

Giani al sindaco di Pescia: «Solidarietà». Ora è gelo col sottosegretario

di Luca Signorini

	Un consiglio comunale di Pescia (foto Nucci)
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Un consiglio comunale di Pescia (foto Nucci)

Dika avrebbe chiesto a Giurlani e soci di rientrare nel Partito Democratico

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Pescia L’affare pesciatino rimbalza anche a Firenze e, secondo quanto emerge, pare incrinare il legame quasi di sangue, sicuramente filiale, tra il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il suo sottosegretario e consigliere regionale Bernard Dika, allievo e delfino.

L’incontro di quest’ultimo - accompagnato dal vicesindaco di Ponte Buggianese Marco Biagini - con gli esponenti di minoranza del gruppo Pescia Cambia, il consigliere del Misto Alessio Spelletti (transfugo dalla maggioranza di Palazzo del Vicario) e soprattutto con l’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani, non è stato gradito (eufemismo).

Dagli ambienti di partito filtra poi una recente gestione della comunicazione da parte di Dika che a Giani non è piaciuta (altro eufemismo). Trattasi degli annunci dei finanziamenti ai vari Comuni per gli interventi di messa in sicurezza contro il rischio idraulico, a tre anni dall’alluvione del 2 novembre 2023: il sottosegretario alla presidenza ha diffuso numeri e intenzioni prima del suo presidente, che appunto si sarebbe lamentato del timing.

Dunque tra i due sarebbero giorni di gelo, prodromi o no alla burrasca staremo a vedere. Ma tutto è originato da quell’incontro al circolo Arci degli Alberghi, che Dika al Tirreno ha derubricato con un «io parlo con tutti, indipendentemente dalle idee o appartenenze politiche». Resta un conciliabolo che avrebbe sortito una richiesta a Giurlani e soci di far rientro o comunque di iscriversi (laddove fosse una prima volta) al Partito Democratico, anche in vista dei prossimi appuntamenti congressuali richiesti a gran voce da varie correnti dem.

Comunque il presidente della Regione non ha mancato di telefonare al sindaco di Pescia Riccardo Franchi - accerchiato da una parte del suo stesso partito, attaccato dal centrodestra che ne ha chiesto le dimissioni e pressato dagli alleati (vedi la lista Pescia è di tutti, che ha minacciato di far saltare l’alleanza) - esprimendogli «massima solidarietà» per quanto accaduto e sta subendo.

Franchi da par suo ha commentato come «molto grave che un amministratore della Regione Toscana partecipi a una riunione con quattro consiglieri comunali di opposizione senza che né il sottoscritto né nessun componente dell’amministrazione comunale lo sapesse». Ribadendo che «è avvilente la sensazione che, mentre cerchiamo con enorme fatica di cambiare le cose e restituire alla città quello che le è stato sottratto, possa esistere un coordinamento di più persone, tra cui un esponente regionale, teso a destabilizzare e ad abbattere l'amministrazione scelta dai cittadini con il loro voto». Il sindaco tira dritto e resta al suo posto. Giani è con lui. Dika nì. Il Pd di Pescia sì, il resto dei democratici bho. l


 

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