Pescia, seviziò e uccise il cagnolino Pilù: condannato a risarcire il Comune
Reato prescritto in sede penale, l’imputato dovrà pagare 10mila euro: in primo grado per l’uomo i giudici avevano deciso per una pena di 18 mesi di reclusione
PESCIA. Si è salvato in sede penale, con l’intervento della prescrizione che l’ha prosciolto dal reato di violenza sugli animali dopo la condanna in primo grado a 18 mesi di reclusione arrivata in Tribunale a Pistoia nel 2022. Non è andata così bene per l’imputato invece in sede civile: il Giudice di Pace di Pistoia ha infatti disposto nei suoi confronti il pagamento di 10mila euro di risarcimento al Comune di Pescia, che si era costituito parte civile nel corso del processo ed è andato avanti nelle proprie rivendicazioni.
La vicenda è avvenuta nel 2015 a Pescia e aveva scosso non solo il nostro territorio, ricevendo eco nazionale grazie all’opera di numerose associazioni animaliste. Quella delle torture e poi dell’uccisione di un cagnolino di razza pinsher – di nome Pilù – costretto alle sevizie e portato alla morte per fare un dispetto all’ex fidanzata. Il tutto filmato in un video.
Orrore e indignazione generale, manifestazioni lungofiume a Pescia – dove tra l’altro è stata creata una zona dedicata agli animali, intitolata a Pilù – presidi sotto casa dell’imputato e davanti al Tribunale nei giorni delle udienze. Insomma un episodio che ha fatto discutere per efferatezza, caso limite preso ad esempio dagli animalisti nelle loro battaglie.
E ora la condanna al risarcimento di 10mila euro in favore di Palazzo del Vicario. «Non appena il Comune avrà ricevuto quanto stabilito dalla sentenza, la somma sarà interamente devoluta a iniziative per la tutela degli animali e per la loro cura sul nostro territorio – commenta il sindaco Riccardo Franchi – l’esito della vicenda ci soddisfa solo in parte, anche se almeno la sentenza civile ha accertato i fatti e riconosciuto la responsabilità dell’autore del gesto. Ringrazio l’avvocato e nostra concittadina Caterina Silvestri che, per conto del Comune, ha seguito l’iter processuale con competenza e professionalità. Mi auguro che questa triste storia sia l’occasione per riflettere sull’importanza di prendersi cura degli animali, amarli e trattarli come meritano». «Per Pilù e per tutti gli animali maltrattati l’impegno non si ferma certo a questa sentenza – conclude – sarà l’occasione per un sostegno ancora più forte, concreto a generoso ai nostri amici a quattro zampe per tutto l’affetto che sanno regalarci ogni giorno».
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