Il caso
Comunità educante, più di un post scuola. Sono cinquecento gli alunni coinvolti in Valdinievole
Sarà creata anche una redazione giornalistica
Valdinievole Da lunedì 5 ottobre ha preso il via il nuovo anno della Comunità Educante. Le attività sono iniziate al momento a Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Pescia, Pieve a Nievole e Ponte Buggianese. Le iscrizioni sono ancora aperte: per partecipare è possibile rivolgersi direttamente al proprio Comune di residenza. Ma che cos’è la Comunità Educante? Non è un semplice doposcuola, ma un progetto nato nel 2023 dalla Società della Salute della Valdinievole, che mette in relazione scuole, Comuni, educatori, famiglie, servizi e realtà del territorio, per creare una rete capace di rispondere agli effetti della crescente povertà educativa.
La metodologia usata non è quella del classico modello assistenziale, ma pone al centro il concetto di corresponsabilità educativa. Le scuole restano aperte anche in orario pomeridiano e diventano il centro nevralgico di tutte le azioni della Comunità Educante: attività laboratoriali come arte, cucina, musica, teatro, sport, percorsi di crescita che affrontano temi come l’inclusione, l’integrazione, le competenze socioaffettive, percorsi di educazione multiculturale e linguistica. L’obiettivo è accompagnare le fasce 6-13 anni in un percorso di crescita che tenga insieme apprendimento, socialità, benessere emotivo, partecipazione e cittadinanza. Particolare attenzione viene dedicata all’accessibilità delle attività e alla partecipazione dei bambini con disabilità o che vivono condizioni di fragilità personale, familiare o sociale.
I numeri dello scorso anno raccontano la dimensione raggiunta dal progetto: 500 bambini e ragazzi iscritti, insieme alle loro famiglie, dieci istituti comprensivi coinvolti, circa 60 educatori ed educatrici insieme a venti soggetti del terzo settore, dell’associazionismo culturale e sportivo. «Un'esperienza unica che qualifica l'offerta socioeducativa in Valdinievole in quanto il progetto ha permesso l'apertura pomeridiana dei plessi scolastici offrendo a tanti bambini e bambine la possibilità di giocare, studiare, apprendere attraverso attività artistiche e sportive – così la presidente e il direttore della Società della Salute, Simona De Caro e Stefano Lomi – la nuova attività di comunicazione che parte quest'anno ci permetterà di raccontare l'esperienza attraverso la voce, gli sguardi e i sentimenti delle giovani generazioni coinvolte nella Comunità Educante. Un ringraziamento particolare alla Fondazione Caript per il sostegno al progetto».
Il nuovo anno sarà accompagnato anche dallo sviluppo di canali di comunicazione e interazione, pensati per far conoscere il progetto, raccontarne le attività e rafforzare il dialogo con il territorio. Attraverso fotografie, video e interviste saranno raccolte le esperienze dei bambini, degli educatori e delle scuole, per raccontare che cosa avviene dentro la Comunità Educante. Prenderà anche forma una vera e propria redazione giornalistica: un gruppo di 20 ragazzi sarà coinvolto nella realizzazione di comunicati stampa, fotografie, video, ma anche in vere e proprie attività formative come riconoscere che cos’è una notizia, distinguere informazione, pubblicità, manipolazione e fake news. l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
