Il Tirreno

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Il dolore

Pescia piange Roberta Battaglini: la città si stringe alla figlia 19enne, proposto il lutto cittadino

di Maria Salerno

	Nelle foto di Nucci l’incidente di venerdì mattina tra Ponte all’Abate e il Cardino, in alto la vittima Roberta Battaglini
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Nelle foto di Nucci l’incidente di venerdì mattina tra Ponte all’Abate e il Cardino, in alto la vittima Roberta Battaglini

La donna, che tra pochi giorni avrebbe compiuto 52 anni, ha perso la vita in un tremendo scontro frontale sulla Lucchese. La figlia Ginevra è rimasta orfana dei genitori: il padre era morto prematuramente nel 2025

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PESCIA. Solo tre giorni prima della sua tragica scomparsa, Roberta Battaglini pubblicava sulla pagina Facebook del marito Massimo Giuntini, anche lui venuto prematuramente a mancare nel gennaio del 2025, una foto del loro matrimonio. Lei raggiante, nel suo abito bianco con un bouquet di calle tra le braccia saliva le scale del palazzo comunale accanto a Massimo. Da lì a breve sarebbero diventati marito e moglie. Lo scorso 22 settembre sarebbe stato il 25esimo anniversario e per onorare questa ricorrenza speciale Roberta scriveva: “L’amore e il ricordo nemmeno la morte li può cancellare. Oggi 25 anni da quel giorno e 31 anni insieme. Sempre con noi. Mi hai lasciato la mia unica ragione di vita, la mia sola e vera famiglia, la nostra Ginevra. Un bacio fin lassù”.

Impossibile presagire che in un’assolata mattina di settembre, un giorno come tanti, lungo la regionale Lucchese tra Ponte all’Abate e il Cardino la morte avrebbe trovato anche lei, violenta come lo schianto avvenuto tra l’auto dove viaggiava con la figlia 19enne (ricoverata ma non in pericolo di vita) e un’altra che procedeva in direzione opposta. Un frontale che non le ha lasciato scampo. La comunità pesciatina è rimasta sconvolta nell’apprendere la notizia e si è stretta nel cordoglio intorno a Ginevra, rimasta in breve tempo orfana dei genitori.

Da quando avevano perso Massimo, mamma e figlia avevano rappresentato il sostegno l’una dell’altra. Roberta, allegra e solare, viveva da tempo con un peso sul cuore. Non solo quello derivatogli dalla perdita dell’amato marito, ma anche quello causato dal dolore e dalla sofferenza della malattia che lo aveva colpito. Gli era stata accanto sempre, in quei giorni difficili, anche quando la speranza aveva smesso di fare capolino e si era tramutata in rassegnazione. Nell’ultimo periodo della malattia, quando aveva compreso che avrebbe lasciato “le sue donne”, i pensieri di Massimo erano tutti per loro due. Era consapevole che sarebbe stata dura per entrambe, per Ginevra in particolare “ancora così giovane”, diceva. E Roberta condivideva quella preoccupazione, temeva che “da sola non ce l’avrebbe fatta”, ma si sbagliava. Giorno dopo giorno ha tirato fuori un coraggio e una forza che nemmeno lei sapeva di avere.

«Hai condiviso con noi uno dei momenti più difficili e complicati della tua vita, tirando fuori quella forza che solo una mamma, e una donna come te, poteva avere – scrive Lara Matteucci, titolare del ristorante La Pieve di Castelvecchio, dove Roberta ha lavorato per un periodo, quello più fragile della sua esistenza, ma aveva smesso per stare più vicina a Ginevra – in mezzo a tutto quel dolore ci sono state anche le risate, le parole, i momenti semplici che adesso diventano ricordi preziosi». Da quando la notizia si è diffusa, si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Roberta, considerata vittima di un destino feroce, che ingiustamente si è accanito contro di lei e sua figlia. L’ex sindaco Oreste Giurlani ha anche proposto di valutare la proclamazione del lutto cittadino. «Una comunità è davvero tale anche quando sa condividere il dolore».


 

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