Montecatini, itinerario europeo della salute nel segno del patrimonio Unesco
È tra gli obiettivi dei tavoli di partecipazione avviati dal Comune
Montecatini «Vogliamo rendere questo sito vivo, partecipato, compreso e amato. Perché non è una medaglia ma un cammino che non si interrompe mai, con un potenziale enorme ancora non sfruttato. Parliamo di percorsi turistici, di salute, cultura e benessere. Essere patrimonio dell’umanità è la nostra fonte di salvezza».
Nelle parole dell’assessora alla cultura e al sito Unesco Beatrice Chelli il senso dei tavoli partecipativi partiti in questi giorni intorno al riconoscimento Unesco del patrimonio termale di Montecatini, condiviso con altre dieci cittadine europee (Baden-Baden, Bad Ems e Bad Kissingen in Belgio, Karlovy Vary, Mariánské Lázne e Františkovy Lázne in Repubblica Ceca, Baden bei Wien in Austria, Spa in Belgio, Vichy in Francia e Bath nel Regno Unito). Ha iniziato il mondo dell’associazionismo, poi è toccato alle categorie economiche e ai medici, la prossima settimana il turno delle associazioni sportive e delle scuole.
«Questo percorso è previsto dal Piano operativo Unesco ma in cinque anni dal riconoscimento non è mai stato attuato – spiega Chelli – l’obiettivo è il coinvolgimento di tutta la cittadinanza nella conoscenza e promozione del sito, che essendo seriale e transnazionale riveste un ruolo più importante. Non parliamo solo di un monumento, ma di tutta la città termale».
Accanto a Chelli, coordina gli incontri la site manager Unesco Anna Teresa Rondinella dell’Università di Pisa, che coordina tutte le 45 cattedre Unesco attivate in Italia. Insomma, il percorso di partecipazione è una sorta di appello e invito a passare alla fase operativa di promozione e valorizzazione, dove ogni componente cittadina si faccia portatrice di idee e iniziative da mettere in rete. Durante gli appuntamenti i partecipanti sono suddivisi in tavoli di lavoro e viene distribuito un questionario per rilevare auspici e come tradurre le proposte in qualcosa di concreto. «Al termine di questo percorso faremo un riassunto, capiremo come muoversi e come collaborare con tutti per valorizzare il sito – evidenzia l’assessora – si tratta dell’inizio di un percorso destinato a non fermarsi più, una prima spinta per stabilire un progetto di valorizzazione anche sull’esempio di cosa hanno fatto le altre città termali Unesco».
«Perché se noi perdiamo il riconoscimento, lo perdono anche le altre realtà del sito transnazionale», precisa Chelli. Il lavoro avviato questa settimana corre parallelo, ma naturalmente con molti punti di contatto, con il ruolo che riveste la Fondazione Turismo, il nuovo ente in partecipazione infatti non può gestire direttamente il programma Unesco secondo disposizioni ministeriali. Per l’assessora «il turismo culturale è molto importante per Montecatini e per la sua rinascita. Sono convinta che la nostra unica arma per poter ripartire è il termalismo contemporaneo, e il fatto di essere nel sito transnazionale ci dà un certo posizionamento e visibilità a livello internazionale, con la possibilità di fare percorsi turistici, di salute, cultura e benessere tra tutte le città Unesco». Aspetto rilevante riguarda per esempio le proprietà curative delle acque termali, per la nascita di un vero e proprio itinerario europeo della salute. l
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