Il Tirreno

Montecatini

Terme Rosso di 125mila euro nei primi sei mesi dell’anno

Il commissario: «Perdita sopportabile con le vendite vicine»

3 MINUTI DI LETTURA





Montecatini Una perdita di 125.729,76 euro nei primi sei mesi di quest’anno, «anche a seguito della vendita di immobili locati e quindi il venire meno delle relative entrate (vedi la palazzina Presidenti sede della banca Fideuram, passata per 1,3 milioni nel corso del 2025 a una società immobiliare con sede a Tavarnelle Val Di Pesa, ndr) nonché dell’insorgenza di oneri straordinari non previsti per la manutenzione dei beni (su tutti lo stabilimento Tettuccio, ndr)». Ma comunque la perdita «appare sopportabile alla luce della considerazione che la continuità dovrebbe cessare nei prossimi mesi a seguito delle vendite e che comunque appare necessario proseguire l’esercizio per mantenere l’avviamento e l’occupazione». Una cifra peraltro irrisoria se si pensa che l’attivo concordatario ammonta a 56 milioni e 331.229 euro, ovvero l’insieme di beni, marchi e risorse economiche destinati al soddisfacimento della platea dei creditori.

A fornire questi dati in merito alla procedura di concordato preventivo in continuità delle Terme di Montecatini spa - che compie tre anni dall’omologa del Tribunale fallimentare - è il commissario giudiziale, il commercialista empolese Alessandro Torcini, che ha firmato la relazione periodica relativa al primo semestre del 2026.

Il professionista, evidenziando che il totale degli incassi previsti dalle vendite all’asta sarebbe di 30 milioni di euro (viste le offerte irrevocabili di acquisto e le manifestazione di interesse ricevute da Regione Toscana, Comune di Montecatini, Fondazione Caript e imprenditori privati con la Apt Terme), afferma che il valore «consentirebbe l’integrale soddisfacimento dei creditori chirografari (professionisti, imprese artigiane, tributi erariali e locali, enti pubblici, ndr), a condizione tuttavia che si realizzi un accordo con il creditore ipotecario di 1° grado (le banche, ndr)».

Torcini appare comunque ottimista sul buon esisto del concordato preventivo di quella che era la principale azienda di Montecatini. «La presenza di serie offerte già presentate e cauzionate, sia per singoli beni sia per compendi e anche concreti e rilevanti interessamenti per il complesso dell’attivo – scrive il commercialista – fa fondamentalmente ipotizzare che si possano sostanzialmente realizzare gli scenari previsti, pur in tempi più lunghi rispetto a quelli ipotizzati nella proposta (tre anni in scadenza proprio adesso, ndr). È bene comunque ricordare che qualunque siano gli esiti della vendita e della continuità, la proposta di concordato, così come approvata dai creditori, precisa che sia la misura percentuale sia i tempi di pagamento potranno variare in relazione al risultato e ai tempi di liquidazione delle attività, nonché dei risultati della continuità aziendale».

E a proposito di continuità aziendale: il contratto di affitto di cessione di azienda con la Croce Rossa per stabilimenti Tettuccio e Redi, è stato prorogato di sei mesi dopo la prima scadenza del 31 maggio scorso, «per dare modo di terminare le operazioni di vendita». La Croce Rossa ha sostenuto spese straordinarie per oltre 181mila euro, mentre secondo quanto riporta Torcini è in ritardo nei pagamenti dovuti al 31 dicembre del 2025 per una cifra di «223.408,23 euro». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Salute e clima

Scuola, la proposta del pediatra: «Troppo caldo a settembre, l’avvio delle lezioni slitti a ottobre». E individua tre rischi

di Redazione web
Turismo: le nostre guide