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Montecatini

La storia

Montecatini, il bancario diventa giardiniere per aiutare la casa di riposo

di Luigi Spinosi

	Gianluca Fiorini durante i lavori e con le suore di San Francesco 
Gianluca Fiorini durante i lavori e con le suore di San Francesco 

In un sabato mattina Gianluca Fiorini ha ripulito San Francesco. Durante i lavori poi la scoperta di un piccolo gioiello architettonico

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MONTECATINI. Se è vero che un esempio vale più di mille parole, i meriti e i risultati di Gianluca Fiorini vanno molto al di là delle già notevoli e lodevoli conseguenze pratiche della sua opera. Da lui, infatti, arriva un’autentica lezione di civismo che, se seguita, contribuirebbe davvero a rendere migliore il mondo e la società che ci circondano.

Ma andiamo con ordine, spiegando chi stiamo parlando: Fiorini è un bancario, residente a Montecatini Alto e figlio di storici commercianti montecatinesi, titolari fino agli inizi degli anni Settanta della Casa del Formaggio di via Mazzini (un dettaglio questo che, vedremo più avanti, ha la sua importanza nella storia). Ma, soprattutto, Gianluca Fiorini è una persona che, davanti a un problema, non si gira dall’altra parte o ne fa un elemento di protesta gratuita sullo “sfogatoio” dei social. No. Quando c’è un problema, grande o piccolo che sia, si chiede cosa può fare per risolverlo, e si muove segnalandolo a chi di dovere o, quando possibile, occupandosene personalmente. Insomma, la tipica (ma purtroppo non diffusa) persona che - per fare un esempio banale - se vede una cartaccia sul marciapiede non si limita a lamentarsi dell’inciviltà altrui, la raccatta.

Ecco, uno di quei problemi Gianluca Fiorini se lo è trovato davanti pochi giorni fa, e non era una semplice cartaccia da raccogliere. E la storia parte proprio dal formaggio “cacio”: «Quando ero bambino i miei genitori vendevano il formaggio – racconta il protagonista della nostra storia – e quindi ho la possibilità di avere del parmigiano particolarmente buono e spesso lo porto agli ospiti della casa di riposo San Francesco. In questo modo, mentre mi metto a dividere e a distribuire il formaggio, porto anche un po’ di compagnia agli anziani ospiti. Ed è una cosa bellissima vedere la felicità nei loro occhi. Qualche giorno fa, andando alla casa di riposo ho notato che il giardino esterno era invaso dall’erba, alta quasi due metri. Quindi ho chiesto alle suorine che, se erano d’accordo, avrei potuto pensarci io». Ovviamente la proposta è stata accolta con entusiasmo.

«Così – riprende Fiorini – sabato mattina mi sono presentato alla casa di riposo con tagliaerba, frullino e tutto quello che serviva e dalle 7,30 del mattino, in circa tre ore, ho ripulito il giardino esterno. A quel punto le suore mi hanno detto che ci sarebbe stato anche un altro spazio bisognoso di cure». E da qui potrebbe partire un’altra storia da raccontare: «si trattava di una vecchia chiesa, senza più il tetto, invasa dall’erba, e anche qui ho ripulito tutto». Uno spazio carico di fascino di cui Fiorini (ma come lui probabilmente quasi tutti i montecatinesi) ignoravano persino l’esistenza: si trattava di un’antica chiesa agostiniana intitolata a Santa Margherita, uno spazio bellissimo e che automaticamente (ma, come detto, questa è appunto un’altra storia) da un lato ti porta a fantasticare su un possibile utilizzo di quello spazio, ma dall’altro ti ricorda quanta bellezza ci circonda senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

«Alla fine – prosegue il racconto – le suorine per ringraziarmi mi hanno fatto trovare una tavola imbandita, con il caffè, il cocomero, e una buonissima torta alla carota». Ma, in realtà, quella non è stata la fine della storia. Anzi, la speranza è che diventi l’inizio di tante storie simili: «Quando ho pubblicato le foto sui social – spiega Fiorini – ho avuto una quantità enorme di “like” e di commenti, tutti positivi, e un numero impressionante di visualizzazioni. Al momento (erano le 14 di ieri ndr) sono 46.333». Ecco quindi sempre in automatico un altro pensiero, anzi, una speranza, ossia che quell’esempio sia contagioso: se anche solo una persona ogni cento di quelle visualizzazioni venisse stimolata a fare altrettanto vorrebbe dire migliorare di molto il mondo attorno a noi.

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