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Montecatini

Commercio in affanno

Montecatini, i negozi storici contro la crisi. «I prossimi mesi saranno decisivi»

di Giancarlo Fioretti
Montecatini, i negozi storici contro la crisi. «I prossimi mesi saranno decisivi»

Caro-affitto e meno clienti: le attività provano a resistere

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Montecatini Nubi in avvicinamento su corso Matteotti, la principale via dello shopping di Montecatini insieme a corso Roma. Il caro-affitti ma, soprattutto, la mancanza di una clientela qualificata inizia a logorare anche quei negozi una volta considerati autentiche miniere d'oro dando adito sempre più a voci di chiusure imminenti o a vendite ad altri soggetti, che però i diretti interessati smentiscono con decisione.

Sono infatti alcune settimane che voci di un disimpegno entro la fine dell'anno stavano circolando riguardo al celebre negozio di calzature Bartolini, le cui ampie vetrine all'incrocio con via Toti sono un sorta di biglietto da visita per il centro della città. «Eravamo a conoscenza di queste indiscrezioni – dicono i titolari – e sappiamo bene che in un momento di crisi commerciale come questo in molti sono propensi a prestare fede a notizie come questa. Noi però non stiamo pensando a chiudere l'attività. Stiamo negoziando con la proprietà il nostro canone di affitto. Siamo certi che quando tutto sarà concluso di queste voci non rimarrà neppure il ricordo».

Nessuna chiusura dunque di uno degli esercizi a conduzione familiare più conosciuti della città anche se il fatto che i titolari stiano probabilmente cercando una diminuzione dell’affitto la dice tutta su quella che è la situazione attuale del commercio montecatinese. Sì, perché se a essere in crisi sono le vetrine più famose, ben poca immaginazione basta per comprendere quale sia la situazione degli esercizi in periferia e meno “strutturati”. A stentare sono infatti i negozi che dovrebbero ricevere dalla loro posizione centrale una linfa vitale ma che, adesso, sembrano decisamente appannati. A darci conferma delle oggettive difficoltà esistenti è Andrea Bonvicini, che gestisce il negozio a marchio Brandani tra piazza del Popolo e viale Verdi. «Abbiamo un contratto fino al 31 dicembre – dice l'imprenditore e consigliere comunale di minoranza – e questi mesi per noi saranno decisivi per il nostro futuro. Il punto è che a Montecatini non c'è più un movimento turistico degno di questo nome e stando così le cose è davvero difficile guardare al futuro con serenità. Gli eventi che sono stati creati in questo periodo non hanno portato alcun giovamento a nessuna attività commerciale ed è del tutto inutile che la Dmo stia già pensando al Natale mentre è adesso che la situazione è così drammatica».

Nessun commento invece sulle voci di chiusura o di passaggio di testimone ad altri imprenditori del settore dell'abbigliamento da parte della boutique Morini, da sempre punto di riferimento per i guardaroba della Montecatini bene, un vero brand riconosciuto oltre i confini cittadini. Vengono poi derubricate a leggenda metropolitana ricorrente le voci che da tempo si rincorrono su un interessamento di alcuni imprenditori cinesi per rilevare la storica pasticceria Giovannini. L'attività, dopo la scomparsa della signora Iole, viene retta dai figli che si dividono i compiti fra la gestione del bar e il lavoro nel laboratorio di pasticceria. Nessun segno infine di una possibile riapertura da parte del bar Biondi, la cui vetrina spoglia è da tempo un autentico affronto non solo per la piazza ma per l'intera città. Alcuni ipotizzano un'apertura temporanea a ridosso delle feste natalizie con una gestione ancora da individuare come avviene da alcuni anni, ma, ad oggi, le possibilità che ciò avvenga sembrano poche. l

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