Il “Sogno Veneziano” di Giacomo Puccini riparte da Pescia
L’idea di una nuova associazione è completare il soggetto mai compiuto
Pescia Mettere in musica l’opera “Sogno Veneziano” che Giacomo Puccini aveva deciso di comporre una volta ultimata la Turandot. Con questa finalità nasce l’associazione “Puccini Sogno Veneziano”, presentata nella biblioteca comunale di Villa Sismondi a Pescia. Tra i promotori lo scrittore Giovanni Gentile, il presidente dell’associazione Amici di Pescia Francesco Bellandi, il compositore e maestro musicale Antonio Bellandi e il professore Carlo Vivaldi Forti.
È quest’ultimo a presiedere l’associazione dal momento che l’intero progetto prende le mosse da un aneddoto familiare ovvero una serata conviviale che Puccini aveva trascorso a Pescia insieme al nonno di Vivaldi Forti, Pasquale Mochi, e al di lui fratello Gino nella casa di viale Forti, oggi abitazione del docente. Secondo quanto riferisce il prof, in quella circostanza Puccini avrebbe confidato agli amici il proposito di realizzare un’opera con ambientazione veneziana, una volta ultimata la Turandot. Non solo, aveva anche raccontato la trama.
Era l’estate del 1924 e da lì a pochi mesi il celebre compositore lucchese sarebbe morto, lasciando quel sogno veneziano nella forma di un sogno appunto, vale a dire un’aspirazione vaga che non trovò mai attuazione. Eppure, esisterebbe un carteggio tra lo stesso Puccini e i librettisti a lui più vicini, Adami e Simoni, nel merito dell’opera, che attesterebbe appunto la volontà del maestro di dare attuazione concreta a quell’idea raccontata durante una serata estiva. Carlo Vivaldi Forti aveva già reso omaggio a questo ricordo familiare ricostruendo il soggetto dell’opera nel libro "Sogno Veneziano", pubblicato nel 2021. Lo aveva fatto attingendo ai ricordi dello zio Gino, fratello del nonno, che aveva condiviso con lui quella confidenza, poco prima della sua dipartita.
«Un libro di formazione – lo definisce l’autore – nel quale ho voluto regalare al pubblico un aspetto inedito della figura di Puccini per onorare l'amicizia dello stesso con i mie avi e il suo legame con Pescia». Oggi l’idea è quella di costruire un nuovo lavoro a partire da questa ispirazione. «Sia dal punto di vista librettistico che da quello musicale – ha puntualizzato il maestro Bellandi – ricreando il mondo pucciniano attraverso un lavoro a più mani. Si tratta di restituire l’interesse documentato di Puccini rispetto a questo soggetto, un omaggio alla sua volontà. Un esercizio di stile insomma». La realizzazione del progetto prevede una spesa di circa 80mila euro, ma non ha ancora all'attivo alcun finanziamento. La speranza dell’associazione è quella, vista la finalità altamente culturale dell’impresa, che il ministero della Cultura possa contribuire alla sua realizzazione.
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