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Economia e territorio

Redditi bassi e molti disoccupati: la Valdinievole si scopre povera

di Luca Signorini
Redditi bassi e molti disoccupati: la Valdinievole si scopre povera

Tanti gli indicatori negativi nel Piano integrato di salute

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Valdinievole. Non sono certo lusinghieri per la tenuta del nostro territorio i dati contenuti nell’ultimo Piano integrato di salute elaborato dalla Società della Salute della Valdinievole e presentato nei giorni scorsi dopo alcuni incontri di approfondimento.

La fotografia è quella di un’area che si scopre fanalino di coda tra le tre province dell’Asl Toscana Centro (Firenze, Prato e Pistoia), con molti indicatori sotto la media regionale. A cominciare dal reddito Irpef medio, quantificato in 21.758,80 euro, «in aumento, ma comunque inferiore a quello dell’area vasta e della regione», viene specificato nel report. Non va meglio per l’importo delle pensioni erogate dall'Inps (anno di riferimento è il 2024) in media 1.051,50 euro, che «risulta il più basso dell’area e inferiore al valore medio regionale». In questo calcolo risulta alta l’incidenza delle pensioni e assegni sociali, siamo a un tasso del 5,1% «il valore più alto della Toscana».

Il disagio socio-economico che purtroppo sfocia in forme di povertà viene confermato dai dati. Sono per esempio 654 le famiglie che hanno chiesto aiuto per pagare l’affitto della casa, 3.818 quelle con Isee inferiore a 6mila euro, il 7,2% nel rapporto alla popolazione residente in Valdinievole, pari a 119.954 persone. Poi c’è una disoccupazione piuttosto elevata - il 25,9% - espressa dal numero di residenti iscritti ai Centri per l’impiego sul totale dei residenti in età produttiva, tra 15 e 64 anni. Manco a dirlo, «il tasso grezzo di disoccupazione è più elevato di quello aziendale (20,6%) e regionale (23,8%)». Determinanti in questo scenario sono le persone straniere che non lavorano, siamo al 42,2%. Gli stranieri residenti sono il 12,7% della popolazione, quindi 15.234, quelli che frequentano le scuole rappresentano il 17,2% degli alunni complessivi.

La nota positiva riguarda le associazioni del terzo settore, che negli undici comuni risultano essere 261 (anche se in altre zona sono di più). È su di loro che Asl e Società della Salute contano per dare risposte ai disagi, non solo sanitari. Perché il Piano integrato di salute «si basa su due nuove e precise procedure: la cosiddetta co-programmazione finalizzata a individuare i bisogni, gli interventi necessari, le modalità di svolgimento e le risorse disponibili; e la co-progettazione, finalizzata a realizzare specifici progetti, servizi, interventi per soddisfare bisogni definiti e attuare progetti innovativi e sperimentali. Con la grande novità rispetto al passato: pubblica amministrazione e terzo settore insieme, in un rapporto di collaborazione “alla pari”, in favore della comunità e del bene comune», rendono noto dal consorzio pubblico finanziato con risorse degli undici Comuni (da Pescia a Lamporecchio).

Tornando agli aspetti demografici indicati nel report, i cittadini con più di 74 anni sono 16.556 (il 13,8%); e anche i minori di 18 anni non arrivano a 17mila (16.961 per la precisione: il 14,1% della popolazione). Sempre in merito ai giovanissimi, nell’anno scolastico 2023/2024 sono stati 793 i bambini di 3-36 mesi che sono stati accolti in servizi educativi per l’infanzia (come gli asili nido), pari al 39,1% degli aventi diritto; invece i ragazzi che hanno frequentato la scuola superiore con un esito scolastico negativo sono stati 594 (l’11,1%).

Altri elementi che meriterebbero una valutazione approfondita e una presa in carico riguardano per esempio il grande tema delle dipendenze. Al Serd di Montecatini sono 534 le persone seguite per dipendenza da sostanze illegali (eroina, cocaina, cannabinoidi e droghe sintetiche), 212 alcolisti, 39 soggetti con disturbo da gioco d’azzardo e 33 con altre problematiche (in tutto 818 persone che rappresentano il 7% del totale degli 11.669 utenti dell’Asl Toscana Centro). I nuovi tossicodipendenti nel 2024 sono 83, i nuovi utenti dei servizi alcologici sono 32, e altri 14 con disturbi da gioco d’azzardo.

Insomma, dal quadro che emerge i professionisti sanitari e del sociale hanno il loro bel lavoro da fare se si vuole ridurre quei numeri che sono considerati negativi per la tenuta socio-economica della Valdinievole e per il suo sviluppo futuro. Si punta a un nuovo modello di welfare sempre più territoriale e con assistenza specifica, appunto tramite la collaborazione tra sanità pubblica e mondo dell’associazionismo in genere, «che insieme possono capire i bisogni e tradurli in pratica». l

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