Allarme Coldiretti per il meteo: «A rischio le coltivazioni di mais in Valdinievole»
Si fa sentire la mancanza di acqua. L’associazione: «Serve un piano invasi»
Valdinievole Dici agricoltura in Valdinievole, e il pensiero corre in automatico ai fiori o agli oliveti se guardi verso la collina. Ma in valle ci sono anche altre produzioni che rivestono una grande importanza, come quelle di girasole o di mais, prodotti destinati soprattutto all’alimentazione animale e quindi alla filiera degli allevamenti, ma non solo. Ebbene, nonostante tutta la discussione da social su cambiamento climatico sì o cambiamento climatico no, è proprio nei campi tra chi all’aperto ci vive e ci lavora, e non sullo schermo di un telefonino, che si capisce che qualcosa sta cambiando, in peggio e che servono delle contromisure.
Ebbene, in Valdinievole arrivano segnali inquietanti. Fortunatamente non per quanto riguarda i girasoli però: in questo caso la campagna di semina, nella sua fase iniziale, lascia ben sperare. Le semine primaverili hanno beneficiato di condizioni favorevoli al momento della germinazione, con piante ora in fase di crescita regolare e ben sviluppata. «Il girasole quest’anno sta rispondendo molto bene – afferma Paolo Giorgi, vicepresidente di Coldiretti Pistoia – anche grazie agli interventi mirati e ben coordinati dalla polizia provinciale per il contenimento dei piccioni, che negli anni scorsi avevano causato gravi danni alle colture appena seminate. L’azione di prevenzione ha protetto il seme nelle fasi più delicate, permettendo una partenza ottimale».
Ma, accanto alle note liete, ci sono anche quelle negative. Non altrettanto bene, infatti, vanno le cose per il mais, una coltura strategica per l’agricoltura del territorio, essendo la Valdinievole uno dei principali poli produttivi di mais del Centro Italia. Le piogge persistenti di aprile e maggio hanno causato ritardi significativi nella semina, spingendo molti agricoltori a seminare più tardi del solito. Con l'arrivo del caldo secco di giugno, la germinazione è stata fortemente condizionata e in questi giorni cominciano ad evidenziarsi i primi segni di stress idrico.
Le prime semine di mais sono in ottimo stato vegetativo, ma la preoccupazione dei maiscoltori della Valdinievole è rivolta sempre verso il ripetersi di quelle condizioni climatiche degli anni passati, che hanno favorito l’aumento della presenza delle “aflatossine”oltre il limite di legge consentito: si tratta di tossine prodotte da un fungo che si diffonde soprattutto in condizioni meteo particolari, come quella che stiamo attraversando. «La mancanza di acqua in questa fase cruciale – sottolinea Giorgi – non solo compromette le rese, ma aumenta il rischio di contaminazioni da aflatossine al momento della raccolta, una minaccia seria per la qualità del mais fino a renderlo non più commercializzabile».
«È ormai evidente – viene sottolineato da Coldiretti Pistoia – che anche la Regione Toscana si doti di un “Piano Invasi”, partendo dal recupero delle acque meteoriche, snellendo fortemente le procedure per riattivare quelli già esistenti, attribuendo specifiche funzioni ai Consorzi di Bonifica a partire dalla progettazione e gestione delle reti irrigue. In definitiva, accelerare gli interventi per dotare di invasi piccoli e grandi il territorio.
«Coldiretti – conclude Giorgi – continuerà a monitorare l’andamento delle colture in tutta la provincia, mantenendo alta l’attenzione sui rischi legati ai cambiamenti climatici e alle loro ricadute sull’agricoltura locale».
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