Montecatini, abusi sessuali sulle pazienti con la “tecnica dell’abbraccio”: chiesti 8 anni per l’ex psicologo
Iniziato il processo con il rito abbreviato davanti al gup. L’uomo avrebbe abusato di almeno 23 giovani pazienti: dieci ragazze, all’epoca dei fatti, erano minorenni
MONTECATINI. Otto anni di reclusione per il reato di violenza sessuale pluriaggravata. È la pena che, ieri mattina, il pubblico ministero, al termine della propria requisitoria, ha chiesto nei confronti del 46enne ex psicologo di Montecatini accusato di aver abusato di almeno 23 giovani pazienti – di cui 10 all’epoca minorenni – sottoponendole, nell’arco dei suoi 12 anni di attività, alle sue particolari tecniche terapeutiche, fatte di abbracci e palpeggiamenti.
Infatti, nel suo studio di Montecatini, lo psicologo (ora cancellato dall’albo) aveva sì la classica stanza con divano e poltrona, ma anche un’altra stanza, più grande, dove era solito portare le sue giovanissime pazienti quando riteneva fosse il momento di passare allo step successivo, alla terapia degli abbracci, del contatto fisico, all’applicazione di quel metodo che, a suo dire, portava il suo stesso cognome. Una stanza con una pila di materassini, alta come un normale letto, su cui faceva stendere le ragazze. E su cui, tra massaggi, palpeggiamenti e sfregamenti, applicava le sue pratiche terapeutiche. Non previste, però, in alcun protocollo, neppure come prassi, tanto meno per pazienti adolescenti, alcune, oltretutto, vittime di abusi sessuali infantili.
L’ex psicologo, difeso dagli avvocati Mauro Cini e Davide Pucci, del foro di Prato, era finito in carcere il 14 novembre dello scorso anno. Attualmente si trova agli arresti domiciliari (grazie alla mitigazione della misura cautelare ottenuta anche grazie al fatto che adesso non può più esercitare la professione). Ieri mattina è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Luca Gaspari, al quale ha anche reso delle spontanee dichiarazioni, per essere processato con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo sulla pena prevista. Dopo la requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Grieco, che, come detto, ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione, la parola è passata agli avvocati di parte civile e della difesa.
Sono 23 le giovani – al tempo tra i 14 e i 20 anni di età – sulle quali l’ex psicologo (di cui non pubblichiamo il nome per evitare che le sue vittime possano essere identificate) avrebbe commesso il reato di violenza sessuale aggravata dal 2011 al 2023, nel suo studio di Montecatini. Violenza consistita, come accennato, nell’indurle a sottoporsi a una terapia basata sul contatto fisico, nel corso della quale, ripetutamente, le ragazze avevano avuto modo di percepire chiaramente lo stato di eccitazione sessuale che pervadeva lo psicologo in quei momenti.
«Tecniche che non trovano riscontro in pratiche terapeutiche riconosciute» ha spiegato nella propria consulenza tecnica lo psicologo-psicoterapeuta incaricato dal pm di analizzare la descrizione fatta dalle vittime delle sedute a cui erano sottoposte. «Pur ammettendo come plausibile, con grande prudenza scientifica, il ricorso a tecniche di manipolazione diretta del corpo del paziente all’interno di un contesto di psicoterapia, le tecniche adottate non risultano rispondenti né ai requisiti minimi di una buona prassi clinica, né possono dirsi allineate con lo specifica formazione in psicoterapia del medesimo... L’attivazione di una risposta sessuale nel terapeuta, la gestione dei contatti extra-sedute e l’insistenza delle comunicazioni via social, la scarsa considerazione dell’impatto delle medesime “tecniche” sulle pazienti, la non considerazione della loro età (si veda la controindicazione dell’uso di tecniche corporee con pazienti adolescenti), fanno concludere per una loro globale invalidazione» aggiunge il consulente tecnico di parte.
Dieci le ragazze che i poliziotti del commissariato di Montecatini, nella fase iniziale dell’indagine, avevano preso a verbale in seguito alla denuncia presentata dalla prima di loro nel gennaio 2023. Dopo l’arresto, altre 13 si erano fatte avanti per denunciare gli stessi abusi.
Alcune avevano conosciuto lo psicologo durante incontri di gruppo con lui organizzati nelle scuole in cui all’epoca studiavano (non solo in Valdinievole ma anche a Pistoia), altre addirittura in occasione di spettacoli parrocchiali, una perché consigliata da un’amica: ma tutte loro avevano raccontato più o meno la stessa storia. Le prime sedute era caratterizzate da un comportamento da parte dello psicologo che seguiva gli schemi tradizionali, anche se in alcuni casi orientato a focalizzarsi su aspetti connotati sessualmente. Poi, però, scattava lo step successivo, in cui si passava dalle conversazioni sul divano alle sedute nella stanza dei materassi: «sdraiati su un fianco uno di fronte all’altra»; «era eccitato e iniziava ad avere movimenti durante l’abbraccio con i quali si strusciava contro il mio corpo»; «mi palpava il seno e il sedere». E ancora, «si sfregava su di me, mi creava un forte disagio, ma all’epoca non riuscivo a rendermi conto di quanto mi stava accadendo» aveva raccontato una ragazza che al momento della terapia aveva 14 anni. E poi, quando l’uomo comprendeva di essersi spinto troppo oltre, c’erano le assurde giustificazioni, come sostenere che quella mano sul seno o sul sedere fosse per preparare la paziente alle molestie sessuali che avrebbe senza dubbio subito in futuro visto che era così bella. Oppure, in caso di reazione visibilmente contrariata, rispondeva con un “brava, hai imparato a dire di no», oppure spiegando che quel suo gesto era voluto per suscitare una reazione di rabbia, per superare il trauma dovuto agli abusi subiti da bambina. «Mi ha manipolata a tal punto da credere che era l’unica persona di cui potermi fidare» aveva spiegato una delle giovani vittime ai poliziotti.
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