Montecatini, notte di paura: rissa a colpi di machete. Tre arresti
È avvenuto sotto gli occhi stupiti e impauriti dei frequentatori della movida del sabato sera
MONTECATINI. Non sono ancora le 23,30 di quello che sembra un tranquillo e festoso sabato sera montecatinese quando, all’improvviso, succede l’imprevedibile. A due passi da piazza del Popolo scoppia una rissa che solo per un miracolo non si è trasformata in una tragedia. Gli ingredienti c’erano tutti, come testimoniano anche le immagini che sono state girate da un cittadino di passaggio e che hanno fatto il pieno di visualizzazioni nelle ultime ore, e in particolare tra quegli “ingredienti”, spiccava un grosso machete. E poi bottiglie rotte. Quelle le armi nelle mani dei giovani che si sono affrontati a pochi metri dal cuore di Montecatini, a lato della basilica di Santa Maria Assunta, sotto gli occhi stupiti e impauriti dei frequentatori della movida del sabato sera.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che con l’ausilio della polizia hanno arrestato tre dei protagonisti della rissa. Si trattava di tre giovani magrebini, tutti minorenni.
Un episodio purtroppo non nuovo per il nostro territorio, come sottolinea il segretario generale provinciale del sindacato di polizia Coisp Antonio Rovito, che torna a sollecitare un rafforzamento degli organici di polizia.
«Nelle ultime settimane stiamo assistendo a un aumento della violenza in Valdinievole – scrive Rovito – in particolare nel comune di Montecatini dove, già una decina di giorni fa, le forze dell’ordine sono state chiamate a intervenire in un locale del centro poiché un gruppo di giovanissimi si era affrontato armato di coltelli ed esplodendo addirittura colpi di arma da fuoco. L’episodio si è ripetuto la sera del 16 novembre quando è scoppiata una rissa nel centro di Montecatini, durante la quale alcuni giovanissimi di varie etnie si sono affrontati a colpi di machete. Gli episodi di violenza sono stati affrontati con determinazione dalle forze dell’ordine intervenute che hanno arrestato tre minorenni in flagranza di reato, ma il peggio si è potuto evitare solo grazie alla presenza sul territorio di alcune pattuglie del commissariato impiegate nei servizi straordinari di controllo del territorio».
Questa volta, insomma, per un caso fortuito non c’è scappato il ferito, o peggio, ma, spiega il sindacalista, per poter essere più sicuri i controlli devono essere costanti e non straordinari: «Non possiamo affidare la sicurezza del maggior polo di aggregazione giovanile della Valdinievole – riprende infatti Rovito – a sporadici servizi straordinari di controllo del territorio svolti grazie alla disponibilità e abnegazione dei pochi poliziotti in servizio al commissariato. La polizia di Montecatini necessita di rinforzi stabili con incremento di personale che possa far veramente fronte alle esigenze di sicurezza del la cittadinanza, sempre più spesso chiamata ad assistere a episodi di violenza inaudita che si ripercuotono sull’intero tessuto economico sociale del territorio. Basti pensare agli incendi dolosi appiccati ad alcune attività commerciali della zona nel recente passato».
Quindi Rovito si rivolge direttamente al questore: «Alla luce di quanto finora espresso questa organizzazione sindacale chiede che almeno quattro dei nove agenti previsti dal piano di potenziamento emanato dal ministero dell’Interno per la questura di Pistoia vengano assegnati al commissariato di Montecatini».
Un appello che arriva ad appena un mese di distanza da quello degli abitanti e dei commercianti della zona centrale e delle vie limitrofe che avevano promosso una raccolta firme per chiedere più sicurezza e tutela, proprio per queste zone frequentate troppo spesso da balordi e malintenzionati. Più di 250 famiglie avevano firmato il documento, che è stato inviato anche in Comune. «Siamo stanchi di dover chiudere a chiave le porte dei negozi da una certa ora in poi – aveva dichiarato un commerciante di via Don Minzoni – abbiamo diritto di essere tutelati. Ci sono troppi tipi “strani” che girano, senza parlare di quelli che con fare insistente pretendono soldi soprattutto dagli anziani».
Scippi, risse, vetrine di negozi frantumate, ma anche atti vandalici contro panchine o cestini della spazzatura. E sono molti i negozi e i locali chiusi, fra tristi vetrine spente e serrande abbassate. «Anche il bar principale chiuso da mesi – continua il commerciante – contribuisce a creare un clima e una sensazione di abbandono che certamente invoglia la presenza di persone poco raccomandabili. Noi per poter lavorare e vivere abbiamo bisogno di un altro tipo di clientela. Di buona pubblicità e non di episodi come questo».
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