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Valdinievole, tagli all’assistenza dei disabili nelle scuole. «Intera attività da riorganizzare»

di Luca Signorini
Valdinievole, tagli all’assistenza dei disabili nelle scuole. «Intera attività da riorganizzare»

La Società della Salute incarica un pool di esperti che girerà per gli istituti, dalle materne alle superiori

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Montecatini La Società della Salute mette in campo un gruppo di specialisti (cinque persone, tra psicologi ed educatori, con un impegno di 20 ore settimanali ciascuno) per venire a capo della vicenda emersa nelle ultime settimane e che ha mandato in tilt tutte le scuole della Valdinievole, dalle superiori alle materne, e soprattutto gli stessi ragazzi e le loro famiglie. Ovvero le ore di assistenza tagliate agli studenti disabili in orario scolastico, quelle coperte dai professionisti delle cooperative in supporto al lavoro delle insegnanti di sostegno.

Il pool di esperti in pratica girerà tutte le scuole del territorio con l’obiettivo di «stabilire un nuovo modello di organizzazione, che rimetta al centro il gruppo classe e l’inclusione, per arrivare a una ri-progettazione degli interventi a favore degli studenti più fragili», spiega il direttore della Società della Salute della Valdinievole, Stefano Lomi, che ieri ha incontrato le dirigenti scolastiche per trovare una soluzione e un nuovo approccio all’assistenza ai disabili, in virtù dell’aumento sostanziale di alunni con certificazione 104, una novantina in più negli ultimi due anni, che hanno portato il numero totale a sfiorare quota trecento.

«In Valdinievole c’è uno degli indici più alti di disabilità riscontrati in tutta la Toscana – afferma Lomi – questo ci pone di fronte a una nuova sfida e ci impone una riflessione seria. La questione non può solo riguardare i fondi a disposizione, ma chiede una riorganizzazione dei progetti e del percorso di vita di questi giovani». Il direttore della Sds locale all’atto pratico comunque non esclude un recupero e un incremento delle ore di assistenza scolastica fornite dalle cooperative, «c’è la nostra volontà dove necessario – sottolinea – valuteremo insieme a scuole e famiglie i singoli casi, e se c’è bisogno di aumentare le ore di assistenza lo faremo». Ma pare di comprendere che il punto sia un altro e riguarda la riorganizzazione dell’attività e il modello di inclusione, a questo serve la revisione affidata a una squadra di specialisti in un arco temporale di un paio di settimane. «A fine novembre ci aggiorneremo sulle strategie da adottare», rileva Lomi.

Nel frattempo comunque il taglio delle ore di assistenza resta in vigore. La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Chini di Montecatini, Roberta Tommei, lo aveva messo per scritto in una circola di due giorni fa, dai toni piuttosto duri. A fronte della richiesta di 127 ore di assistenza nella scuola materna ne sono state assegnate 28; nella scuola elementare 160 ore richieste e 83 concesse; nella scuola media 88 ore richieste e 48 riconosciute. Tommei aveva scritto che «la riduzione delle ore di assistenza specialistica compromette la piena realizzazione dell’inclusione scolastica degli alunni, elude la completa partecipazione alle attività e alla vita sociale, evita di mettere in pratica il sistema integrato degli interventi per garantire, attraverso un progetto globale di presa in carico della persona con disabilità, benessere e qualità della vita, miglioramento di performance e capacità, riduzione delle barriere e potenziamento dei facilitatori». Per Tommei «in questo modo la scuola finisce per trasformarsi in una barriera, nel momento in cui viene meno alla promessa di adattarsi alle capacità, alle esigenze e ai bisogni particolari di ogni singolo alunno, preservando diritti fondamentali e incomprimibili». l

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