Il rione San Francesco conquista il Palio di Pescia
Il cencio della vittoria torna nella casa del leone rampante dopo sei anni. Decisiva l’ultima volée di tiro per il sorpasso sugli arcieri del Ferraia
PESCIA. È il rione San Francesco il vincitore della 45ª edizione del Palio degli Arcieri di Pescia. Il cencio torna a casa del leone rampante dopo 6 anni: l’ultima vittoria risaliva, infatti, al 2016. Decisiva per decretare il vincitore è stata l’ultima volée di tiro, quella dove c’è un solo bersaglio del diametro di 10 centimetri e tre frecce a disposizione. Centrarlo alla prima freccia vuol dire portare a casa 60 punti. A conquistarli nel primo tiro è Giacomo Di Natale, nel secondo e terzo tiro Sergio Giacomelli e Maurizio Perini guadagnano altri 40 punti e portano la squadra a un punteggio complessivo di 540, sorpassando gli avversari.
Segue il rione della Ferraia, che resta fermo ai 455 punti della terza volée, anche se fino a quel punto della competizione sembrava ben intenzionato a sbaragliare tutti. La Ferraia è il rione che ha totalizzato più vittorie (15), ma allo stesso tempo è quello che non vince da più tempo (l’ultima volta nel 2011). Ma dovrà aspettare ancora.
Si sono classificati terzi (con 280 punti) gli arcieri del rione San Michele, vincitori delle ultime due edizioni (2018 e 2019). Dopo un inizio col botto, in cui Davide Inzaina ha fatto l’en plein alla prima volée, hanno ceduto il passo ai rioni avversari, non senza un certo disappunto da parte della tifoseria, che non ha mai fatto mancare il proprio supporto al rione con cori di incoraggiamento.
Infine si è classificato quarto ,con 245 punti, il rione Santa Maria.
Il leone ha iniziato a festeggiare con largo anticipo rispetto alla proclamazione ufficiale del vincitore e anche i tifosi sugli spalti erano incontenibili. Si è trattato di un Palio molto atteso, dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, il primo organizzato dalla Lega dei Rioni con la collaborazione del Comune e non viceversa come è sempre avvenuto in passato.
«Che sia beneaugurante per il futuro» ha detto il sindaco Oreste Giurlani salutando una piazza Mazzini che è tornata ad animarsi dopo molto tempo, riempendosi di voci gioiose e volti sorridenti. La manifestazione, pur vivendo di una sana competizione, è iniziata al grido di “viva la pace”. È stato il vescovo Roberto Filippini a pronunciare queste parole dopo avere riferito un aneddoto che lo ha visto protagonista, poche ore prima, di un incontro con una turista russa: “Che succede oggi? Che senso ha questa cosa che fate? ” ha domandato la turista; “Si tratta di un’occasione per ritrovarci gioiosamente, tutti insieme, giocando anziché facendo la guerra. Lo preferiamo” ha risposto il vescovo. E con questo auspicio è stato dato il via alla tenzone.
Il Palio tornerà il prossimo anno, si disputerà un’altra disfida, ma con lo stesso spirito goliardico di sempre. Tra ragazzi dello stesso rione sovente sbocciano degli amori, ma capita anche di innamorarsi di qualcuno di un rione avversario, perché al dì là di ogni appartenenza, l’amore vince su tutto.
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