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Convegno e concerto per festeggiare i due secoli di vita della Banda Gialdini

Annalisa Ercolini
Convegno e concerto per festeggiare i due secoli di vita della Banda Gialdini

Sabato nel Palazzo del Podestà l’incontro tra storia e futuro Domenica 26 l’esibizione musicale in piazza Mazzini

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Annalisa Ercolini

Pescia. Festeggia 200 anni la Banda “Gialdino Gialdini” e per l’occasione sono state organizzate due giornate. Sabato 18 settembre alle 16.30 nel Palazzo del Podestà si terrà un convegno dal titolo: “La Banda Musicale tra storia, formazione e innovazione, quale futuro?” con relatori Giampaolo Lazzeri, presidente di Anbima (Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome) e Omero Nardini, dell’Istituto storico lucchese. «Ci sarà una prima parte dedicata al futuro delle bande – spiega Roberto Rossi presidente Banda Gialdini – mentre un’altra parte sarà improntata sulla storiografia delle bande con il caso di Pescia». Il compositore Gialdino Gialdini, figlio di un suonatore di tromba, fu avviato dal padre alla musica. Organista per diversi anni della cattedrale a Pescia, si trasferì a Firenze dove studiò composizione e contrappunto all’Istituto Cherubini. Scrisse musica sacra, sinfonie, musica da camera e nel 1868 vinse con “Rosmunda” il premio per la migliore opera al Teatro della Pergola di Firenze. Più tardi ebbe un’altra importante onorificenza, il titolo di Cavaliere della Corona d’Italia per aver sostenuto all’estero la musica italiana. Nel 1871 ritornò a Pescia e fondò l’Istituto musicale Pacini dove lui stesso insegnò pianoforte. «Il repertorio della banda spazia fra musica più moderna e ovviamente il classico – continua Rossi – La data ufficiale della prima uscita fu il 24 aprile 1821, ma nel diario dello storico e poeta Vincenzo Fredianelli, che si trova nella Biblioteca a Pescia, si parla di una formazione bandistica che andò a salutare il vicario sotto le finestre del palazzo nel quale risiedeva. Nel corso degli anni ci sono state altre formazioni bandistiche, addirittura in un periodo ve ne furono tre che si alternavano la domenica.

«I festeggiamenti continueranno domenica 26 settembre alle 17 in piazza Mazzini dove si terrà il concerto. «Con la formazione bandistica andremo alle 16.30 sotto la casa del musicista in via Cairoli dove c’è la lapide commemorativa – spiega Rossi – metteremo una corona e suoneremo l’inno di Mameli. A seguire, il concerto che strizzerà un po’ l’occhio all’opera. Suoneremo il Nabucco, ma anche musica più pop come “Mamma mia” degli Abba».

L’esibizione sarà divisa in due parti, la prima parte sarà diretta dal maestro Andrea Michelotti e la seconda dal maestro Massimiliano Rosamilia. La Banda Gialdini è composta da 45 elementi e tra questi oltre a semi professionisti spiccano professionisti di alto calibro. «Precisiamo – prosegue Rossi – che siamo gemellati con la Banda di Altopascio e il gruppo è composto da 20 pesciatini. Difficilmente troverà bande autonome, quindi tra di noi ci aiutiamo». Nel Museo della Banda si conservano cimeli del compositore come gli arrangiamenti per banda e alcuni telegrammi scambiati con Giacomo Puccini. «Il nostro gruppo – conclude Rossi – sta cercando di riportare la Gialdino Gialdini ai fasti di un tempo con iniziative anche all’interno delle scuole».

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