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Livorno, l’addio a Igor Protti. Anche Allegri alla camera ardente, la commemorazione allo stadio

di Redazione web

	Igor Protti, a dx l'arrivo di Allegri alla camera ardente a Cecina e la fila per l'ultimo saluto (foto Falorni/Stick)
Igor Protti, a dx l'arrivo di Allegri alla camera ardente a Cecina e la fila per l'ultimo saluto (foto Falorni/Stick)

L’ex bomber amaranto da tempo lottava contro una malattia: aveva 58 anni. L’ultima apparizione pubblica a fine maggio in occasione del matrimonio della figlia. La salma al cimitero di Cecina, nella stanza del commiato Frongillo. Sabato 20 giugno proclamato il lutto cittadino a Livorno

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LIVORNO. Igor Protti è morto nella notte tra giovedì e venerdì 19 giugno, a 58 anni a causa di una brutta malattia che aveva scoperto di avere circa un anno fa. La notizia è stata resa nota stamani dalla famiglia e dalle 15 è stata aperta la camera ardente al cimitero di Cecina, comune in cui risiedeva.

Decine di persone si sono messe in fila per dare un ultimo saluto all’ex bomber amaranto. Tanti i personaggi del mondo del calcio. A cominciare da Massimiliano Allegri, che è arrivato intorno alle 16.

Presenti anche Alessandro Doga (attuale ds del Livorno), gli ex giocatori Juriy Cannarsa, Marco Amelia, Alberto Lazzerini e il presidente onorario del Livorno, Enrico Fernandez che ha consegnato un gagliardetto del Livorno. Presenti anche Alessandro Lucarelli e Francesco Bardi.

La malattia e la battaglia raccontata senza filtri

La lotta di Igor Protti contro il tumore al colon era iniziata il 5 luglio 2025, quando aveva annunciato pubblicamente la diagnosi, spiegando di essere stato sottoposto a un intervento di stomia e di aver iniziato la chemioterapia. In un’intervista a Il Tirreno aveva parlato della malattia come di una partita «iniziata sotto 3-0», da affrontare con la stessa determinazione che lo aveva accompagnato in campo. Negli ultimi mesi aveva condiviso momenti difficili, alternati a piccole riprese, sempre con una sincerità che aveva commosso tifosi e appassionati di tutta Italia. La malattia, però, non gli aveva mai tolto la dignità, né la capacità di parlare agli altri con coraggio e lucidità. L’ultima apparizione pubblica a fine maggio in occasione del matrimonio della figlia Noemi. 

Il saluto di Igor

La famiglia di Protti stamani ha condiviso un post in cui riporta un messaggio lasciato dal bomber. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto – fanno sapere sempre dalla famiglia – dalle 15 di oggi (19 giugno) si troverà nella stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.

Lutto cittadino a Livorno

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti e l'amministrazione comunale hanno dichiarato il lutto cittadino per la giornata di domani, sabato 20 giugno, in occasione della commemorazione di Igor Protti allo stadio comunale Armando Picchi.

Dalle ore 18 il feretro del giocatore sarà esposto allo stadio al fine di consentire alla cittadinanza, alle istituzioni, al mondo sportivo e a quanti ne abbiano condiviso il percorso umano e professionale di rendere un doveroso e sentito omaggio a Igor. «La scomparsa del grande giocatore, avvenuta questa notte, ha profondamente colpito la comunità livornese per il legame umano, civile, sportivo e identitario che la sua figura ha rappresentato per la città – si legge nella nota del Comune – per questo l'amministrazione comunale ha sentito l'esigenza di esprimere in modo solenne e pubblico la partecipazione di tutta la città al dolore per la sua morte. Come concordato con gli stessi familiari, il feretro di Igor Protti domani sarà trasportato dal cimitero di Cecina, dove sarà esposto da oggi alle 15, allo stadio Armando Picchi di Livorno. Inoltre domani saranno esposte a mezz'asta le bandiere sugli edifici comunali. L'Amministrazione Comunale invita, in concomitanza alla commemorazione di domani, la cittadinanza, le istituzioni, le organizzazioni sociali, culturali, economiche e sportive, nonché i titolari di attività commerciali, ad esprimere, nelle forme ritenute più opportune e compatibili con le rispettive attività, la propria partecipazione al lutto cittadino».

Il messaggio del sindaco

Queste le parole del sindaco Luca Salvetti a commento della scomparsa di Igor Protti: «Un dolore forte di quelli che ti prendono il cuore, la testa e ti stringono alla gola. Un dolore che devo raccontare da Sindaco di una città che in Igor riconosce la persona che più di ogni altra ha saputo regalare gioie, orgoglio e affetto. Una città che si è unita a lui non tanto e non solo per i successi sportivi, ma soprattutto per l'umanità, la passione e l'intelligenza con cui ha saputo vivere Livorno e i livornesi. C'è poi il dolore che mi chiedete di raccontare da amico e lì non posso che pensare ai quasi 40 anni della mia vita che ho trascorso condividendo mille momenti, mille storie e mille abbracci. Tutto questo rimarrà con me per sempre e Igor ci sarà per sempre».

Una carriera unica: il bomber che segnava ovunque

Nato a Rimini nel 1967, Protti ha costruito una carriera straordinaria, capace di laurearsi capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. Un primato che racconta più di mille statistiche: la sua fame, la sua costanza, la sua capacità di segnare in ogni categoria e con ogni maglia. Dopo gli inizi a Rimini e la consacrazione a Bari, era arrivato a Livorno nel 1999. Da quel momento, la sua storia personale e quella della città si sono intrecciate per sempre.

Idolo di una città

A Livorno Protti non è stato solo un attaccante. È stato il capitano, l’uomo che ha guidato la squadra dalla C alla Serie A, il volto di una rinascita sportiva e identitaria. Il suo numero 10, ritirato dal club, è diventato un simbolo di appartenenza. Anche dopo il ritiro, Protti ha continuato a vivere Livorno: dirigente, punto di riferimento, presenza costante allo stadio, voce ascoltata e rispettata. Nel dicembre 2025 aveva portato la fiaccola olimpica proprio sul lungomare, nonostante la malattia, in uno dei momenti più emozionanti degli ultimi anni.

L’uomo oltre il calciatore

Un uomo semplice, diretto, capace di parlare con tutti. Mai sopra le righe, mai distante. Un campione che non ha mai smesso di essere “Igor”, anche quando lo stadio urlava il suo nome. La sua battaglia contro il tumore aveva mostrato un’altra parte di lui: la fragilità, la paura, ma anche la forza di chi non si arrende. Una testimonianza che aveva colpito profondamente la comunità amaranto.

L’eredità di un campione

Igor Protti lascia una carriera irripetibile, un legame indissolubile con Livorno e una testimonianza di coraggio che resterà nella memoria di chi lo ha amato. La sua storia continuerà a vivere nei racconti dei tifosi, nei bambini che indossano la maglia amaranto, nelle curve che ancora oggi cantano il suo nome.


L’INIZIATIVA – Morto Igor Protti, un messaggio per dirgli addio: scriveteci il vostro ricordo con il bomber

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