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la vertenza si arena 

Terme, dal primo ottobre tagli sul contratto integrativo

David Meccoli

I lavoratori si riuniranno  in assemblea la prossima settimana per decidere se tentare un’ultima mediazione o dare il via alle proteste

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È muro contro muro tra Terme e sindacati sul taglio del contratto integrativo. Nell’ultimo incontro, martedì, l’azienda ha ribadito che non ci saranno ulteriori proroghe e che il taglio diventerà effettivo dal 1° ottobre, come previsto. I lavoratori si riuniranno pertanto in assemblea la prossima settimana e decideranno quali strade percorrere: se tentare un’ultima mediazione con la società o dare il via a una stagione di proteste.

«Martedì abbiamo incontrato le Terme – scrivono in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – e ci sono state illustrate le principali linee di intervento del piano industriale approvato dai soci. Il piano riguarda da vicino i lavoratori, per la prospettiva di futuro che l’azienda si è data. Un pezzo importante interessa il taglio di costi, e tra questi rientra anche quello per il personale, non attraverso una diminuzione delle persone ma con la disdetta del contratto integrativo aziendale».

Le organizzazioni sindacali ricordano poi che a dicembre 2019 l’azienda aveva dato disdetta del contratto integrativo, che contiene condizioni migliorative per i lavoratori rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale.

«A gennaio – scrivono i sindacati – avevamo intrapreso un percorso di discussione che permettesse la predisposizione di un nuovo contratto integrativo, percorso che si è interrotto con il lockdown. Oggi quel percorso secondo l’azienda non può essere ripreso, in questa fase, perché l’effetto della pandemia ha purtroppo influito anche sulle Terme, con una forte riduzione del fatturato».

Si arriva così al 1° ottobre, quando il “vecchio” integrativo cesserà la sua validità, con ricadute sugli stipendi, che per i sindacati «si aggiungono alle decurtazioni già derivate dal ricorso agli ammortizzatori sociali causa Covid».

I rappresentanti dei lavoratori sarebbero disposti a “cedere” su alcuni aspetti, anche di natura economica, se restassero in piedi talune garanzie a tutela degli stagionali. E vorrebbero conoscere maggiori dettagli sul piano industriale, al di là dei tagli su servizi, consulenze, approvvigionamento e costi del personale. Ma da viale Verdi non ci sarebbero state grosse aperture su questi aspetti.

«Si apre una fase ancora più difficile quindi di quelle precedenti – conclude la nota, firmata dai segretari territoriali Luisella Brotini, Giovanni Bernicchi e Angela Bigheretti – della quale discuteremo in assemblea coi lavoratori per decidere come affrontarla. Sicuramente, stante anche la fase economica generale che attraversiamo, dobbiamo trovare le compatibilità affinché le fasce più deboli, a partire dai lavoratori stagionali, fino a tutti gli altri, non siano gli unici a caricarsi il peso della crisi». —

David Meccoli

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