«Sono vivo, ma ho smesso di occuparmi di funerali»
Il singolare annuncio di Franco Donati che da qualche giorno appare sulle pagine dei quotidiani
IL PERSONAGGIO
Sembra un annuncio funebre, ma non lo è. Almeno a prima vista. Franco Donati si accomiata dai potenziali clienti, ma lo fa in maniera singolare. Da qualche giorno sui quotidiani locali appare in primo piano un volto ben conosciuto da moltissime famiglie della provincia. Si tratta del “Donati”, volto e voce delle onoranze funebri Prisma della Valdinievole. Lui stesso “comunica che non è più nelle Onoranze Funebri Prisma di Lamporecchio, compresi tutti gli uffici della Valdinievole”. Cioè dopo 30 anni di servizio e disponibilità telefonica e personale 24 ore su 24, Franco Donati si ritira dal servizio per incomprensioni con la società.
Un annuncio che può apparire singolare, ma che in realtà non lo è affatto per chi, come lui, fino a poco tempo fa non è mai mancato un giorno all'appuntamento con la morte degli altri. Sempre disponibile, anche a Natale e a fine anno. Specialmente la notte. Per lui non ci sono stati giorni di festività, perché quando la morte chiama molto spesso lo fa a tradimento, senza avvisare prima. Ed è così che entra in scena lui, il signor Franco Donati, con il cellulare sempre acceso, con le sue parole di conforto, pronto a consigliare la cassa giusta e il modo appropriato per lo svolgersi della cerimonia funebre. «Ho iniziato questo lavoro negli anni '90 – racconta – il mio primo “cliente” è stato mio zio. Per me è stato naturale accompagnarlo nel suo percorso finale».
«È impossibile abituarsi allo strazio di chi resta, soprattutto delle famiglie che perdono bambini piccoli e ragazzi per incidenti o malattie. Sono dolori che si spargono ovunque. Occorre delicatezza e comprensione e tanta calma».
«Una volta – prosegue – le cerimonie funebri rispettavano dei rituali precisi. C'era la tendenza a tenere il defunto almeno una notte a casa nel proprio letto con tanto di veglia funebre. Si sceglieva la cassa più costosa. Adesso per lo più si sceglie la cremazione, per cui le casse scelte sono economiche, tanto finiranno bruciate».
E i funerali al tempo del covid? «In tanti anni non avrei mai immaginato di trovarmi a lavorare in circostanze simili. I defunti prelevati all'ospedale e subito chiusi, non era possibile alcun tipo di saluto».
«Se mi mancherà questo lavoro ? Certamente sì. Mi mancherà il rapporto con le famiglie, quel mio consolarle e consigliarle. Per questo ho scelto di pubblicare la mia foto sul giornale dove comunicavo quello che è accaduto. In molti hanno creduto fossi morto. Non è così, ma non mi occupo più della morte degli altri». —
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