Il Tirreno

Sicurezza

Bedizzano, torna l’incubo del “bosco della droga”: nuovo viavai di sconosciuti e paura tra i residenti

di Giovanna Mezzana
La zona del bosco e il bar
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La zona del bosco e il bar

E c’è stato anche un furto all’unico bar della frazione a monte carrarese: «I paesani sono intimoriti»

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CARRARA. Sono le 6, 30 della mattina: lungo la Strada comunale per Colonnata sta salendo un autobus. Fa tappa a Bedizzano: alla fermata che è all’uscita del paese, scendono tre giovani, due ragazze e un ragazzo. In paese c’è già qualcuno in giro: i visitatori chiedono informazioni, vogliono sapere se si trovano a Bedizzano. Che cosa fanno tre giovani, lui straniero, loro italiane, che non sembrano affatto turisti, lì, a quell’ora? La loro visita rientra in quello strano viavai che i paesani hanno notato da tempo. «Di nuovo».

Non si riscontrava da maggio dello scorso anno l’andare e venire di sconosciuti che non si fermano in paese neppure a prendere un caffè o a guardare la fontana del 1500 in piazza della Costituzione: ma che proseguono lungo la strada che porta a Colonnata. Da maggio 2025, sì, cioè da quando un blitz dei carabinieri di Carrara smantellò ciò che venne battezzato il camping della droga, un bivacco nascosto nel bosco da cui si spacciava hashish, cocaina. E anche eroina «a prezzi stracciati», si disse. Nei giorni scorsi, poi, c’è stato un furto all’unico bar del borgo. Tutto ciò è sufficiente per togliere ai bedizzanesi la serenità che avevano riconquistato dopo l’incursione dei militari dell’Arma, e che era stata preceduta da indagini serrate e da almeno due settimane di appostamenti.

Le segnalazioni

Se non usano l’auto, «arrivano a piedi, in bicicletta a pedalata assistita, con l’autobus – dice Umberto Moisè, presidente della Pro loco Bedizzano – È ricominciato uno strano andirivieni di gente mai vista che non abita qui». Tra i paesani si fa strada l’idea «che qualcuno si sia ri-accampato sopra lì, dove io non vado. . – ammette Moisè – ma ho segnalato la situazione alle forze dell’ordine». Con sopra lì si intende lassù, sopra al paese. Vediamo dove, esattamente.

Il punto caldo

Se, usciti da Bedizzano, si continua a salire lungo l’unica strada che porta a Colonnata, dopo qualche centinaia di metri si incontra una curva con uno slargo delimitato da blocchi di cemento che contengono una vecchia frana: l’ideale per chi avesse necessità di fermarsi. È qui che – appurarono a maggio 2025 i carabinieri – gli acquirenti di sostanze stupefacenti si stoppavano per contattare gli spacciatori nascosti nel bosco. «Ci siete?», «Ce l’hai la roba? », «Vengo su? ». Dallo spiazzo si stacca un sentiero che consente di immergersi, salendo, nella vegetazione. «Basta ascoltare le voci in paese – aggiunge Moisè – e si scopre che quello è un luogo molto frequentato. Evidentemente, qualcuno continua imperterrito» a spacciare droga.

«Ecco come si vive»

La vita a Bedizzano scorre, nonostante tutto, ma il dubbio che il bosco sia tornato a essere un luogo “di spaccio” «non ti dà una bella sensazione, anche se le forze dell’ordine girano più di prima, non ci sono altri allarmi e – è obiettivo il presidente della Pro loco – non si sono verificati i furti a raffica che ci furono nel 2025».

Il blitz dei carabinieri era stato infatti preceduto da strane ruberie denunciate dai residenti vittime di assalti alle loro auto lasciate la sera in sosta: a una, a una – ed erano state almeno una decina – erano state rubate le batterie, che, alla luce delle indagini dell’Arma, si scoprì che servivano per dare carica ai telefoni cellulari degli spacciatori nascosti nella vegetazione. C’è stato poi un episodio piuttosto sgradevole: giorni fa «sono entrati nell’unico bar del paese», aggiunge Moisè, in piazza della Costituzione. «Hanno rubato solo gli spiccioli del fondo cassa, forzando una porta laterale, il danno subito dal proprietario vale più del bottino» arraffato, ma «questo fatto, insieme agli strani giri che portano al bosco – conclude – animano un clima di sospetto in paese, suscitano timori, soprattutto nelle paesane che vivono sole o rincasano dal lavoro quando è buio». Che fare?

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