Addio al parroco degli ammalati: la Lunigiana piange don Sergio
Cappellano dell’ospedale di Pontremoli, era in corsia fino a poche settimane fa: aveva 91 anni
PONTREMOLI. La Lunigiana piange uno dei sacerdoti più amati. Il canonico Clemente Sergio Simoncelli, per tutti don Sergio, si è spento: aveva 91 anni. Lascia un grande vuoto ovunque in Lunigiana e nelle tante comunità parrocchiali che, in oltre sei decenni di ministero, hanno beneficiato della sua guida e del suo spirito di abnegazione. Nato nel 1935 a Serravalle di Filattiera, aveva vissuto la giovinezza in un’Italia ferita dalla Seconda Guerra mondiale. È in quel contesto che è maturata una vocazione autentica, culminata nell’ordinazione sacerdotale nel 1960, per mano dell’allora vescovo Giuseppe Fenocchio.
I suoi viaggi
È iniziato così un lungo pellegrinaggio che lo ha portato a percorrere la diocesi in lungo e in largo. Giovane sacerdote, salì fino alla parrocchia più alta della Lunigiana, con la guida di Camporaghena a Comano, per poi essere inviato nelle valli parmensi a Gotra di Albareto. Il legame viscerale con la sua Lunigiana lo ha richiamato presto a casa, dove ha speso il resto della sua vita: è stato parroco in San Francesco a Villafranca, a Virgoletta, a Corlaga, a Castiglione del Terziere, a Scorcetoli e in diverse comunità della valle del Caprio. Negli ultimi 16 anni del suo ministero attivo in parrocchia, prima del passaggio all’Unità Pastorale Città di Pontremoli, ha guidato le comunità di Bassone, Casa Corvi, Dozzano – Cavezzana Gordana, Mignegno e Vignola.
Il suo passo
Uomo di straordinaria cultura teologica, ha sempre messo al centro l’amore per la liturgia, la cura meticolosa della predicazione e la dedizione alla preghiera. Il suo spirito di servizio ha valicato i confini delle parrocchie: don Sergio è stato stimato insegnante di religione in istituti locali e ha svolto per anni il delicato ruolo di cancelliere della Curia vescovile di Massa. Nel 2014 era stato nominato canonico del Capitolo della Cattedrale di Pontremoli, assumendo la mansione di penitenziere.
Il ricordo
Ma se c’è un tratto che rimarrà scolpito nel cuore della gente lunigianese, è la sua totale dedizione agli anziani e agli ammalati. Era cappellano dell’ospedale Sant’Antonio di Pontremoli – servizio svolto fino a poche settimane fa – e visitava quotidianamente i reparti. Tra i tanti ricordi c’è anche quello dell’ex sindaco Jacopo Ferri, che negli anni ha costruito un profondo rapporto con lui: «Don Sergio, è stato fino all’ultimo un parroco “vecchio stile”. Ha predicato la parola del Signore sempre con passione, coerenza e con incrollabile fede. Non si tirava mai indietro di fronte alle difficoltà e sapeva affrontare le novità con curiosità e disincanto (mitica la Pec fatta al volo per intercettare fondi Pnrr per San Terenziano ). Ricordo con affetto i suoi rimproveri dolci, rivoltimi come sindaco per sottolineare qualche mancanza o ritardo amministrativo, ma soprattutto a tutela della sua gente e dei suoi parrocchiani. Ha accompagnato ed assistito con costanza e misericordia tanti nostri malati nei lunghi anni dedicati all’Ospedale. Sembra impossibile – conclude Ferri – che la messa in Cappella delle 17 non sia più da lui celebrata: con poche e veloci parole sapeva infondere serenità». Le solenni esequie saranno celebrate oggi alle 15 nella Concattedrale di Pontremoli, in una liturgia presieduta dal vescovo diocesano Mario Vaccari.
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