L’incidente
Granuli bianchi sulle spiagge toscane: il mistero (risolto) porta fino all’Arno a Pisa – La spiegazione dell’Arpat
Gli approfondimenti condotti dagli esperti chiariscono l’origine del materiale trovato su un ampio tratto della costa, tra San Vincenzo, Follonica e l’Elba: «Fenomeno da attribuire probabilmente alle condizioni meteoclimatiche eccezionali registrate quest’estate»
Che i granuli bianchi trovati nelle scorse settimane su un ampio tratto del litorale toscano fossero di origine naturale l’Arpat l’aveva già chiarito il 22 settembre. Ma oggi, l’Agenzia regionale per la Protezione ambientale della Toscana ha fornito ulteriori dettagli, spiegando con precisione di cosa si tratta e quale sia la loro origine.
La zona degli avvistamenti
Le prime segnalazioni risalgono alla metà del mese di settembre e hanno interessato diverse spiagge della Toscana, in particolare tra Rimigliano e Baratti, nel golfo di Baratti, nel Golfo di Follonica e all’Isola d’Elba.
«Si tratta di ammassi di lenticchie d’acqua, piccole piante acquatiche tipiche degli ambienti di acqua dolce, che dalla foce dell’Arno sarebbero stati trasportati verso sud dalle correnti marine, raggiungendo anche le coste dell’Arcipelago toscano», spiegano dall’Arpat.
I risultati delle analisi
Mistero risolto dunque ma l’Arpat chiarisce anche la natura del fenomeno. «Oltre a una componente polisaccaridica vegetale evidenziata dalle analisi chimiche, le osservazioni al microscopio da parte di Arpat, confortate dalla relazione tecnica dei botanici dell’Università di Siena, hanno messo in evidenza che si tratta di esemplari di lenticchie d’acqua appartenenti principalmente alla specie Lemna gibba, una piccola pianta acquatica galleggiante, caratteristica di acque dolci ferme o a lento scorrimento», aggiungono dall’Agenzia.
Gli avvistamenti nei fiumi
«Alla fine dell’estate 2026, queste piantine sono comparse in ammassi enormi in diversi fiumi, canali e laghi in varie parti d’Italia e d’Europa – spiegano – ad esempio in alcuni tratti del Po e del Reno. A metà settembre 2026 hanno ricoperto varie zone dell’Arno nel tratto fiorentino e, proprio in questi giorni (10-11 ottobre), sono state osservate anche nella zona urbana di Pisa (Lemna polyrrhiza). Per quest’ultimo episodio, l’Agenzia ha tempestivamente informato il Comune degli esiti degli approfondimenti. Si ritiene probabile che le lenticchie d’acqua di varie specie (Lemna gibba, L. polyrrhiza, ecc.), che hanno tappezzato l’Arno e, forse, altre acque interne, siano arrivate al mare e siano state disperse da venti e correnti fino a grandi distanze, raggiungendo, ormai decomposte e prive di pigmenti clorofilliani (bianche), le coste della parte centro-meridionale della Toscana».
Dal verde al bianco
«In sintesi, le lenticchie d’acqua, che nel loro ambiente naturale sono di colore verde brillante, con il trasporto in mare e l’immersione in acque salate iniziano a deperire e la clorofilla viene degradata progressivamente – spiegano – diventando più chiare fino ad assumere l’aspetto biancastro osservato nella maggior parte del materiale spiaggiato. In conclusione, questo fenomeno è da attribuire probabilmente alle condizioni meteoclimatiche eccezionali registrate questa estate che hanno determinato temperature più elevate delle acque superficiali dolci e marine».
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