Il Tirreno

La tragedia

Cadavere al Grottone, giallo risolto: è di un ex geometra fivizzanese

di Giovanna Mezzana
Il luogo del ritrovamento e il geometra scomparso
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Il luogo del ritrovamento e il geometra scomparso

Appassionato di escursioni, aveva 69 anni. Il corpo era stato trovato lunedì 28 settembre sulla strada tra Monzone e Vinca: ora si attende l’autopsia per chiarire le cause

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FIVIZZANO. Svanisce il mistero: ha un nome il corpo trovato al Grottone, sulla strada tra Monzone e Vinca, lunedì 28 settembre, poco dopo l’ora di pranzo, da due scalatori stranieri. È Massimo Giorgini, 69 anni, geometra in pensione. Già dalla mattina di oggi, 29 settembre, la soluzione del giallo sembrava vicina: i carabinieri hanno ricomposto il quadro e la svolta sarebbe arrivata dal riconoscimento del corpo da parte di chi era vicino al professionista.

Chi era

Originario di Monzone di Fivizzano, Massimo Giorgini abitava nella storica località di Cariggio dove viveva solo. Pur dal carattere riservato, era molto conosciuto: aveva prestato servizio una vita intera per la sua comunità, era l’ex geometra del Comune. Per il sindaco Gianluigi Giannetti, dipendente di Palazzo civico prima di diventare primo cittadino, Giorgini è stato un collega: «Era una persona pacata e discreta, ha lavorato tantissimi anni qui con noi. Ci vogliamo unire al dolore dei parenti», che risiedono a Monzone Alto.

Il luogo

Nelle ore in cui la tragedia assume un volto, si scopre che il geometra Giorgini era un appassionato di escursioni: trova dunque una spiegazione il luogo in cui il suo corpo è stato trovato. Non siamo lontani dalla falesia del Grottone, siamo su un versante lungo-strada della parete di roccia che è meta di scalatori, due curve dopo Monzone in direzione Vinca: è qui che è stato trovato, ed è in un tratto di via Poggiolo che i soccorritori del 118 si sono fermati lunedì dopo che intorno alle 14 era suonato l’allarme.

Gli interrogativi

Per ora si possono solo fare ipotesi sul giorno esatto in cui il geometra è uscito da casa per l’ultima volta: le alte temperature che ancora caratterizzano questi giorni di fine settembre, l’umidità della notte e la presenza di animali selvatici potrebbero aver lasciato traccia sul corpo, rendendo più difficile la valutazione del tempo intercorso tra la tragedia e la scoperta di essa. Solo l’esame post mortem potrà fornire dettagli più certi: non solo sul quando la morte sia giunta ma anche sul come. Indagano i carabinieri – sul posto lunedì sono intervenuti i militari della stazione di Monzone – e la Procura di Massa ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto possa essere accaduto.

Le ipotesi sono due: quella più accreditata è che Giorgini – che aveva con sé uno zaino e indossava una cintura con un gancio porta-pennato – possa avere avuto un malore improvviso e non sia riuscito a chiedere aiuto, nonostante quella sia una zona frequentata da amanti dell’arrampicata; forse in quel momento non c’era nessuno nelle vicinanze, forse non ha avuto il tempo o la forza di richiamare l’attenzione su di sé. Il geometra potrebbe anche essere scivolato e la caduta essergli stata fatale. Dall’ospedale di Fivizzano, il corpo ieri è stato trasferito a Massa, all’Ospedale delle Apuane e verrà eseguita un’autopsia. 

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