Il Tirreno

Il caso

Cadavere in mare a Rimigliano, ora la pista che punta a un hotel: la (possibile) svolta nelle indagini

di Matteo Scardigli
Cadavere in mare a Rimigliano, ora la pista che punta a un hotel: la (possibile) svolta nelle indagini

Indagini della polizia a un possibile punto decisivo, si cercano i riscontri: per dare un nome al corpo recuperato il 19 settembre scorso sarà cruciale il confronto del Dna

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PIOMBINO. Non ha ancora un nome il corpo recuperato in mare dai vigili del fuoco al largo di Rimigliano sabato 19 settembre, ma nelle scorse ore le indagini potrebbero aver raggiunto un punto di svolta.

La ricostruzione

I primi a dare l’allarme sono alcuni diportisti a bordo di una barca di passaggio. Sono all’incirca le 16,30 quando i bagnanti che si trovano sulla spiaggia di Rimigliano vedono da lontano l’elicottero dei pompieri di Livorno, del reparto volo di Cecina, scendere fino a pochi metri dall’acqua circa mezzo miglio dalla costa tra Piombino e San Vincenzo. Il mezzo di soccorso riparte verso la terraferma e pochi minuti dopo atterra nel piazzale delle Caldanelle, dove nel frattempo sono arrivati gli agenti del commissariato guidato da Daniele Iaderosa, l’automedica di stanza all’ospedale di Villamarina e un mezzo di terra dei vigili del fuoco del distaccamento di Piombino.

Le indagini

La polizia di Stato informa l’Autorità giudiziaria che dispone l’ispezione cadaverica ma le condizioni della salma, che con ogni probabilità ha galleggiato per giorni, rendono impossibile qualsiasi riconoscimento: si accerta che il soggetto è di sesso maschile e si evince una probabile etnia, si esclude la presenza di evidenti segni di una causa di morte violenta ma niente che permetta di risalire a un’identità; anche perché l’uomo indossava solo il costume da bagno e non aveva con sé né documenti né telefono cellulare. Il corpo viene temporaneamente ospitato al cimitero.

Passano altri giorni in cui gli agenti battono il territorio alla ricerca di indizi. Le attività del commissariato si rivelano forse più complesse del previsto anche perché non arriva alcuna denuncia di scomparsa: chiunque fosse quell’uomo nessuno sembra accorgersi che è sparito. Almeno fino alle scorse ore.

La svolta

La telefonata giunge dai colleghi dell’Arma. A segnalare che in effetti una persona manca all’appello è un albergo di Bibbona, zona mare: il personale non riesce a rintracciare un ospite che giorni fa è uscito e non ha più fatto ritorno, non risponde al telefono della sua camera e sembra che nell’alloggio che aveva prenotato non ci sia nessuno.

Per i carabinieri ci sono sufficienti corrispondenze tra il caso dell’ospite irrintracciabile e quello del cadavere trovato in mare: le due indagini potrebbero convergere e rivelarsi una sola, quella di cui è incaricata la polizia.

Secondo questa nuova pista l’uomo, cittadino comunitario, sarebbe un turista venuto in vacanza da solo. Giorni fa si sarebbe allontanato dalla struttura ricettiva per fare un bagno in mare ma, per cause ancora da chiarire, non sarebbe stato poi in grado di tornare a riva.

I documenti

La soluzione del caso potrebbe essere nei documenti custoditi dall’albergo: nome e cognome, età e provenienza, e forse una famiglia alla quale dover comunicare la triste notizia. Dati per altro notificati già in possesso della questura dal momento stesso del check in nella struttura ricettiva, e quindi alla polizia stessa. Per “unire i puntini”, non potendo fare particolare affidamento sui tratti somatici, occorre quindi un elemento oggettivo che potrebbe emergere dal riscontro genetico con gli effetti personali nella stanza d’albergo.

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