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Marina di Massa, trent’anni di Buena Onda: il locale che ha resistito ai cambiamenti

di Redazione Massa
Marina di Massa, trent’anni di Buena Onda: il locale che ha resistito ai cambiamenti

Il proprietario Stefano Tafuni: «Abbiamo puntato sui cocktail e mantenuto la nostra identità»

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MASSA. C’è un angolo di piazza Betti a Marina che continua ad essere un punto di riferimento per gli amanti dei buoni cocktails e della buona compagnia. Un luogo che ha resistito alle varie crisi degli ultimi anni e che, fieramente, è restato lì, immarcescibile. Al suo posto. Non è necessario aggiungere altro quando si parla del Buena Onda.

Da trent’anni, questo angolo storico è nelle mani di Stefano, che, a metà degli anni 90’, ha deciso di puntare sulla riviera marinella; lui che, di origine, è di Pietrasanta. Il cognome? «Non metterlo, tanto mi conoscono tutti», dice lui. Si chiama Tafuni. «È una lavoro che mi piace – dice -, un lavoro che, a suo tempo, era anche remunerativo. Da qualche anno è diventato un po’ più difficile andare avanti; c’è meno turismo e ci sono altre problematiche. Noi siamo stati il primo bar in provincia a fare sia musica dal vivo che con il dj, oggi però dobbiamo togliere la musica a mezzanotte, e per noi è un problema; è inutile farlo, anche perché abbiamo impostato la linea del locale puntando sulle ore serali. A suo tempo facendo musica era veramente un punto di ritrovo, anche perché il numero dei bar e dei locali che facevano intrattenimento era molto inferiore».

Sin dall’inizio, la strada maestra impostata per il Buena Onda è stata chiara. «Abbiamo deciso subito di puntare sull’aspetto del beverage lasciando perdere il food – ha ribadito Stefano -, ci siamo guardati intorno e abbiamo deciso di intraprendere questa strada. Ci siamo specializzati nel fare buoni drink, anche sul modello di altri locali della Versilia che facevamo in questo modo».

Come detto, Stefano è originario di Pietrasanta, con i genitori che possedevano un albergo a Marina di Pietrasanta; tuttavia, 30 anni orsono, ha deciso di investire a Marina di Massa. «All’epoca Marina di Massa era veramente un posto dove investire, un posto goloso dove c’era anche della eleganza. Le cose sono un po’ cambiate, comunque abbiamo il nostro giro di clienti tutto l’anno e, il grosso del lavoro, chiaramente arriva l’estate. Ripeto, noi abbiamo sempre mantenuto la nostra linea; certo, tre volte abbiamo cambiato l’arredamento, ma mantenendo sempre la nostra identità. Da noi, nel tempo, sono passate tante belle presenze come diversi cantanti e attori; lo scorso inverno abbiamo avuto Panariello e Masini».

Nel tempo, Stefano è stato affiancato alla guida del Buena Onda da Pierpaolo, ex dipendente e ora socio da una ventina d’anni. «Pierpaolo era un mio dipendente – ha aggiunto Stefano -, poi si è venuto a creare un rapporto di amicizia e siamo diventati soci. Com’è cambiata Marina di Massa in trent’anni? È cambiata tanto. Prima, come ho detto, era un punto di ritrovo importante, poi sono arrivati tanti altri locali nelle zone limitrofe e anche in centro a Massa. La ricetta per rilanciare Marina di Massa passa anche attraverso l’agevolazione delle attività locali perché gli affitti sono alti ed è difficile farcela; poi un maggiore decoro e ora, cosa essenziale, servirebbe un servizio di polizia».

E ancora. «La nostra clientela è abbastanza eterogenea, diciamo che l’età media si aggira attorno ai 35 anni. Quando mi chiedono per quanti anni ancora mi vedo a guidare il locale – ha concluso Stefano -, più che rispondere dico: vediamo se resisto, anche perché è sempre più difficile trovare dei dipendenti. Io il mio gruppo ce l’ho perché l’ho formato negli anni, ma questo lavoro è sempre meno attrattivo perché serve molto sacrificio». 
 

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