Il Tirreno

Il lutto

Lunigiana in lutto: addio a Giacomo Pinelli, scrittore, animatore e insegnante geniale

di Riccardo Sordi

	Giacomo Pinelli, aveva 51 anni
Giacomo Pinelli, aveva 51 anni

Classe 1975, milanese cresciuto col legame viscerale per la terra dei genitori, Pinelli aveva fatto la scelta coraggiosa e controcorrente di lasciare il capoluogo lombardo per tornare a Pontremoli

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PONRTEMOLI. C’è una via che attraversa l'Appennino e unisce il cemento della natia Milano alle atmosfere senza tempo della Lunigiana. Questa strada, fatta di curve e di storie da raccontare, era diventata la vita stessa di Giacomo Pinelli, scrittore e animatore culturale, scomparso improvvisamente sabato sera a Pontremoli. A tradirlo, ironia della sorte, è stato proprio quel cuore immenso, generoso e sempre traboccante di idee e invenzioni che lo rendeva una figura speciale e un punto di riferimento per chiunque lo conoscesse.

Un motore inarrestabile che batteva per la scrittura, per il teatro e per le persone, e che si è fermato all'improvviso, lasciando un vuoto incolmabile in quanti hanno incrociato il suo cammino.

Chi era

Classe 1975, milanese cresciuto col legame viscerale per la terra dei genitori, Pinelli aveva fatto una scelta di vita coraggiosa e controcorrente decidendo di lasciare il capoluogo lombardo per tornare a Pontremoli.

Dopo aver gestito con dedizione e passione la storica trattoria di famiglia nella frazione di Montelungo, un luogo che profumava di convivialità e incontri, aveva deciso di dedicarsi a pieno titolo e con anima e corpo alla sua vocazione primaria: la scrittura. La sua passione per la letteratura e per le storie era sbocciata sin da giovane, trasformandolo in un narratore sopraffino. Ha esplorato l'animo umano attraverso romanzi, racconti illustrati e persino testi teatrali. E spesso nelle sue opere si trovava la sua Lunigiana e il paese di Montemarcio, trasposizione letteraria di Montelungo.

Le opere più significative

Tra le sue opere più significative, un percorso che spazia dagli esordi fino all'ultimo, apprezzato romanzo storico, dai romanzi giovanili di "Elis Dì" (1999), "Blue Drama" (2001), "Aparençia" (2006) passando poi per la intensa trilogia in cui attraversa la storia italiana del Novecento "Occhi tra le Foglie" (2012), "Il Tempo Sbagliato" (2016), "Tra Ossa e Spirito" (2019) per passare poi agli ultimi lavori "Camilla e altre nuvole" (2021), e la sua intensa ultima opera "La firma del chimico" (2026) volume che ricostruisce la vicenda di Giorgio Errera, docente universitario che si oppose al giuramento di fedeltà imposto dal regime fascista e che proprio in questi giorni d'estate contava di poter illustrare in una serie di presentazioni che purtroppo non ci saranno più.

Non solo romanzi "convenzionali": la sua produzione si è arricchita anche di opere in cui la parola scritta si fonde con la cucina, come "Funky Restaurant" con la storia che si mescola con le ricette dello chef Alessandro Cresta, o con l'illustrazione come "Il Canto di Montemarcio" in cui il racconto poetico di Pinelli si interfaccia con il pennello delicato della pittrice Anna Melli. Senza dimenticare poi il teatro, come nel libro "Breve nevicata notturna" o ancora "Il Dio dei poveri", opera che racconta la migrazione lunigianese di inizio '900 in cui il testo si unisce a canzoni originali, con una compagnia di attori locali che ha portato nelle piazze del territorio le parole di Pinelli.

Un’anima poliedrica

Insomma un’anima poliedrica che non si era limitata a scrivere: Giacomo Pinelli era stato direttore editoriale, insegnante di scrittura creativa, formatore, direttore editoriale del concorso "Fogli sparsi al Letterario". Ha saputo unire la frenesia della sua città natale con la quiete e l'ispirazione dell'Alta Lunigiana.

Oggi, Pontremoli e il mondo letterario piangono un intellettuale autentico, capace di accogliere con le sue parole nel calore della sua immaginazione. Alla sua famiglia, alla madre Giancarla, alla compagna Arianna, a Laura, al figlio Simone e a tutti i suoi cari giungono le condoglianze di tutta la comunità. Ciao Giacomo, la tua penna e le tue storie continueranno a viaggiare lungo le strade della Lunigiana ed oltre. 

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