Il Tirreno

Commercio

Marina di Carrara, storico bar del centro passa ai cinesi dopo 54 anni

di Giovanna Mezzana

	Da sinistra Anna Lin, Arianna Grassi, Anie Chen e Angela Zerella. A dx i titolari uscenti, Gemma Vanello e Massimiliano Manghi
Da sinistra Anna Lin, Arianna Grassi, Anie Chen e Angela Zerella. A dx i titolari uscenti, Gemma Vanello e Massimiliano Manghi

È il terzo locale nel Quadrilatero della Movida conquistato da famiglie asiatiche. Continuerà a offrire i famosi sfizi salati “della casa. Via il riposo domenicale, sarà aperto sette giorni su sette

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MARINA DI CARRARAÈ seduto sulla panchina di legno su cui ogni mattina, da sempre, i clienti più affezionati scambiano due chiacchiere fuori dal bar, dopo aver sorseggiato il caffè. E dice: «Non sento emozioni, non sento nulla – si stupisce – Forse solo perché sono ancora qua». Massimiliano Manghi ha trascorso 32 anni dietro al banco del bar La tazza d’oro – una vita – prima da dipendente, poi da co-proprietario. Ma ha imboccato un cammino mai percorso, adesso: è iniziato il graduale passaggio di testimone ai nuovi proprietari. Due famiglie cinesi. Il bar di via Rinchiosa che ai marinelli (e non solo) fa l’Espresso da più di 50 anni – dove fece capolino persino Zucchero, che fu scelto da uno dei sindaci carraresi per antonomasia come salotto di campagna elettorale, parliamo di Angelo Zubbani – entra nel circuito del Gigante Giallo. È il terzo in una manciata di metri quadrati, siamo nel Quadrilatero della Movida, intorno alla piazzetta Ingolstadt. Succede dopo che già un altro bar, talmente storico che il nome è toponimo del luogo, il Lombardi, è diventato nel 2024 di proprietà asiatica; e ancora prima, quattro anni fa, la stessa operazione è andata in porto per il bar Aisha, che chi ha una cinquantina d’anni o oltre ricorderà come il bar gelateria Diana. 

La storia

È il 1972 quando il negozio-spaccio – c’è chi ricorda fosse una drogheria – in via Rinchiosa all’angolo con via Venezia diventa un bar. È battezzato La Tazza d’oro da chi ha il merito di avviare la grande avventura: parliamo dell’indimenticato primo gestore Mirco Marchini. Tiene le redini fino all’88 quando La tazza d’oro cambia patron: arriva Vanni Vanello, già commerciante notissimo, lui e la moglie Miranda, per la loro boutique di abbigliamento e tessuti, l’Emporio Flora di Marinella; grande lavoratore, appassionato di ciclismo, accoglie i clienti con grande verve. Nel ’94 alla Tazza d’oro entra come dipendente il genero di Vanello, Massimiliano Manghi (che poi entrerà nella società), per sostituire la cognata in dolce attesa, e nel ’98, arriva anche sua moglie, Gemma Vanello

Una vita intera

Vanni Vanello scompare nel 2012 ma ci sono Massimiliano e Gemma: il loro Espresso sarà anche un must-have ma ciò che di più prezioso sta dietro e davanti al banco è la storia e l’identità di questo locale; sarà merito della coppia, sarà merito dei clienti, La tazza d’oro non è un bar qualunque, ma un angolo di Marina in cui la comunità marinella si riconosce. E poi, diciamolo, sì, c’è anche quel ricco bouquet di sfizi salati – fatti “in casa”, nella cucina del bar – che da lungo tempo ha conquistato gli avventori: schiaccine varie anche ai cereali, focacinette, pizza. 

Nuovo corso

Erano settimane che tra via Ingolstadt e via Genova, via Rinchiosa e via Venezia si mormorava di un affare con Pechino. Della compravendita di un bar: ed è bastato poco sforzo per scoprire quale fosse. La trattativa è stata lunga, a quanto pare, ma i marinelli si sono resi conto che si era giunti “al dunque” – quando giovedì il bar era chiuso, ed era aperto, invece, domenica scorsa, tradizionalmente giorno del riposo settimanale “della Tazza”. È lunedì, ieri, e alla cassa c’è Anna Lin, poi arriva anche Anie Chen. Cognate, sono loro i nuovi volti. La tazza d’oro rimarrà aperta tutti i giorni dalle 6,30 alle 20,30. La vetrina dei “salati” – afficionado, state sereni – continuerà ad essere ricca: «Ci siamo messi lì, e Anna ha imparato in una settimana. È bravissima», dice Massimiliano. Lui e Gemma rimarranno ancora per un po’: perché il passaggio di mano del gioiello Tazza d’oro avvenga senza scossoni. E poi? Probabilmente si riposeranno un po’, dopo decenni in cui hanno dato tutto all’attività lavorativa e senza mai trascurare la vita privata – hanno due figli e il riposo domenicale, «era per stare con la famiglia». «Ringraziamo tutti i nostri clienti e speriamo che continuino a frequentare La tazza d’oro – dice la coppia – Anzi, ci auguriamo che in futuro siano più di prima».

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