Crisi The Italian Sea Group: via al piano per la risalita con la “composizione negoziata” – Cos’è e lo scenario
La crisi finanziaria provocata dagli extra-budget e poi la corsa ai ripari con una iniezione di liquidità da 25 milioni di euro e una riorganizzazione interna
MARINA DI CARRARA. Va a posto un altro tassello nel piano di salvataggio del cantiere navale apuano per eccellenza: parliamo di The Italian Sea Group, quartier generale in viale Cristoforo Colombo, banchina sul porto – produttore di yacht – messo alle strette dall’emersione improvvisa di una crisi finanziaria provocata da cosiddetti extra-budget, ovvero costi aggiuntivi non preventivati sulle commesse in itinere. Dopo una corsa ai ripari con cui è stata prevista una iniezione corroborante di liquidità da 25 milioni di euro e una riorganizzazione interna che ha portato all’individuazione di una nuova squadra ad alto tasso di competenza – manager e consulenti – che sosterrà l’amministratore delegato e neo presidente della società Giovanni Costantino, Tisg annuncia il ricorso alla cosiddetta composizione negoziata. E si parte.
Che cos’è
Essa è un salvagente per assicurare la continuità aziendale e favorire il risanamento dell’impresa che si trovi in condizioni di squilibrio economico-finanziario; prevede che si apra un percorso di interlocuzione con i principali creditori, sotto la coperta tutelante – per tutti – di un esperto indipendente. Tisg rende noto di aver fatto richiesta perché il professionista venga nominato e al contempo fa sapere che il 13 marzo l’esperto designato, Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Firenze, ha accettato l’incarico. Da quella data sono dunque scattate le misure protettive del patrimonio.
Cosa succede
La gestione dell’impresa rimane in capo agli organi societari: così è previsto dalla composizione negoziata. Tisg continua a operare sul fronte della propria attività industriale e commerciale, avanzando sulle commesse di cui dispone nel proprio portafoglio e gestendo i rapporti con clienti, fornitori e partner finanziari.
Qui il sindacato
Il cantiere di viale Colombo dà lavoro a 530 dipendenti e conta su un indotto di circa 1.500 unità. Gli scenari che disegnano il futuro del grande produttore di yacht stanno a cuore “al sistema”. «Auspichiamo – intervengono, alla luce della novità, Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil di Massa-Carrara, e Umberto Faita, segretario generale della Fiom Cgil apuana – che la società tenga fede all’impegno di continuità preso al tavolo con il prefetto e che si possa arrivare a una soluzione della crisi col conseguente pagamento dei creditori. Si rischia di avere ripercussioni importanti su tutto l’indotto; anche la situazione del personale dipendente necessita di restare sotto-attenzione. Per questo riteniamo indispensabile che l’incontro in calendario per il 30 marzo con le categorie metalmeccaniche, si tenga regolarmente e che l’azienda saldi ai lavoratori, nel più breve tempo possibile, i ticket mensa fermi già da quattro mesi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
