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Ospedale delle Apuane, il direttore Biselli: «Vi dico perché la nostra Urologia è davvero un’eccellenza». E arriva un nuovo primario

di Alessandro Tabarrani
I dottori Luca Mosillo e Iacopo Meneghetti
I dottori Luca Mosillo e Iacopo Meneghetti

Oltre mille interventi nel 2025: «Tante volte la gente preferisce aspettare per farsi operare qua al Noa proprio per le qualità della struttura»

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MASSA. Quando si parla di sanità (pubblica, principalmente), apriti cielo. Più facile, sovente, parlarne male – e, per carità, è lecito tenere aperto il dibattito su eventuali carenze –; però poche volte si mettono in evidenza i meriti e le eccellenze che tengono in piedi un sistema che non sta certo vivendo un periodo facile. È il caso del reparto di Urologia del Noa, autentico punto di riferimento non solo per il territorio apuano, dal momento che il servizio offerto è davvero importante. Eccellente, tanto per restare in tema.

Non sono pochi i pazienti che sostengono di aver avuto a che fare con professionisti esemplari sotto tutti i punti di vista; sia dal lato medico, sia da quello umano. Ed è giusto, laddove fosse necessario, sottolineare tutto ciò assieme al direttore sanitario della struttura ospedaliera di via Enrico Mattei, Giuliano Biselli, con il quale Il Tirreno ha fatto il punto della situazione.

Il punto della situazione

«Il nostro reparto di Urologia è un’eccellenza – ha spiegato Biselli –, abbiamo dei medici specializzati nelle varie patologie che sono, appunto, delle eccellenze. Abbiamo medici molto esperti, come il dottor Luca Lorenzi, e medici giovani altrettanto bravi che stanno crescendo come, ad esempio, i dottori Luca Mosillo e Iacopo Meneghetti, due luminari della materia endoscopica. I primi giorni di maggio entrerà in sevizio un nuovo primario (il dottor Andrea Di Benedetto, ndr), medico molto esperto già primario a La Spezia che ha vinto il concorso che avevamo indetto, che speriamo possa portare forze nuove per ovviare al problema che riguarda il numero dei medici che, al momento, sono pochi e purtroppo le liste d’attesa sono lunghe. Il primario attuale, il dottor Maurizio De Maria, un ottimo primario, purtroppo deve lasciarci perché già primario a Livorno; penso che con l’arrivo del nuovo primario, portando con sé anche qualche nuovo medico, si potrà fare il definitivo salto di qualità anche nelle liste d’attesa sia ambulatoriali che operatorie; un problema che vogliamo risolvere al più presto. Anche se abbiamo stipulato delle convenzioni con altre strutture, come ad esempio il San Camillo, tante volte la gente preferisce aspettare per farsi operare qua al Noa proprio per le qualità di una struttura che è un fiore all’occhiello».

Il reparto e lo staff

A livello diagnostico e operatorio, gli strumenti di un reparto così “frequentato” come quello di Urologia, sono davvero all’avanguardia. «Certamente il reparto dispone di strumenti molto importanti – ha aggiunto Biselli –, come l’endoscopia che consente di intervenire con modalità minimamente invasive su patologie come la calcolosi e su patologie più complesse collegate alla vescica o all’uretere che possono essere sedi di neoplasie. Questi giovani medici sono davvero molto bravi perché hanno grande manualità ed esperienza facendo scuola. Peraltro, il primario che arriverà è molto esperto anche nella chirurgia robotica, ecco perché dico che ci sono i presupposti per fare un importate salto di qualità sotto tutti gli aspetti».

Nonostante la carenza numerica di sanitari, il numero di operazioni – comprendendo la day surgery, la week surgery e la long surgery – è molto elevato, considerando che in via Mattei arrivano pazienti da tutta la Toscana e dalla Liguria.

Numeri

«Nel 2025 – ha aggiunto il direttore sanitario del Noa –, sono stati effettuati oltre mille interventi. C’è grande attenzione e cura verso i pazienti, non solo per quello che riguarda l’intervento ma anche nel percorso post - operatorio. Il reparto è molto attrattivo e, oltreché da tutta la Toscana, molte persone, in media il 20% delle degenze, arrivano dalla Liguria. Facciamo anche interventi di chirurgia pediatrica con i professionisti del Meyer che lavorano assieme ai nostri medici. L’obiettivo, con l’arrivo di nuovi medici, è di attestarci attorno ai millecinquecento, duemila interventi all’anno per coprire al meglio le esigenze. Diciamo che il futuro è roseo, stiamo facendo i salti mortali per tenere i giovani medici attuali che non sono della zona; d’altro canto i campionati si vincono con i giocatori, perché, va bene avere gli strumenti più importanti, però si vince con i giocatori».

Oltre ai già citati Luca Lorenzi, Luca Mosillo e Iacopo Meneghetti, lo staff medico del reparto di Urologia comprende, attualmente, la dottoressa Erika Massai e il dottor Alberto Mariotti, una squadra - supportata da un personale infermieristico di elevata professionalità - che, come detto, presto dovrebbe essere implementata da ulteriori professionisti, alzando ancora l'asticella del servizio. 

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