Il programma
Carrara, riti satanici nella cava dismessa: «Trovate anche ossa di animali»
Chiesa piena per il seminario con l’esorcista: «Sètte pericolose». Si è parlato anche del furto di pissidi in Duomo: «È un campanello d’allarme»
CARRARA. C’era tanta gente quanto la notte di Natale, ad assistere al seminario sul tema del satanismo, alla chiesa di San Pietro, ad Avenza.
Il luogo di culto si è riempito di persone già ben prima dell’inizio dell’incontro di lunedì sera, 23 febbraio, organizzato dal professor Fabio Menconi e con ospiti padre Enrico Di Vita e il comandante dei carabinieri di Carrara, tenente colonnello Roberto Ghiorzi.
Un momento molto intenso, in equilibrio tra gli aspetti religiosi e quelli laici più legati al tema delle sette e dei raggiri, sapientemente esposti dai due relatori. Impressionanti, a tratti, le parole del prete esorcista, ascoltato da una folla ammutolita, soprattutto nelle descrizioni più crude di ciò che può avvenire durante i riti dedicati al culto demoniaco. Si è parlato anche del recente furto di oggetti sacri dal duomo di Carrara, quelle pissidi che hanno tenuto in ansia il parroco del duomo Piero Albanesi e tutta la comunità di fedeli, e finalmente ritrovate grazie al lavoro degli inquirenti.
«Cosa succede»
«Nei riti satanici – ha specificato padre Enrico nel suo intervento – non vengono lasciati immuni nemmeno i ragazzini, spesso profanati con rituali carnali. Possiamo definire Satana “la grande scimmia”, perché prova a scimmiottare Dio, ma senza riuscirci. È il fallito per eccellenza e noi cristiani con lui partiamo già da una posizione vincente. Dobbiamo essere forti a non lasciarci coinvolgere in certi giri, che poi si traducono in templi satanici, messe nere, culto demoniaco e così via».
«Abbiamo assistito a uno sviluppo convulso di certi fenomeni – ha aggiunto il comandante Ghiorzi – Ricordiamoci le Bestie di Satana, i Bambini di Satana e altre sette che usavano strumenti per attirare adepti vicini al plagio o alla circonvenzione d’incapace. Sono episodi che possono annidarsi anche vicino a noi, basti pensare che le Bestie di Satana vennero fondate da un idraulico e da un operaio: persone apparentemente normali, che si erano conosciute durante il servizio militare».
Il militare ha poi toccato l’episodio del furto in Duomo: «Quello è un campanello d’allarme. Talvolta, gli oggetti vengono rubati per il loro valore economico. Altre volte ne viene fatto un uso satanico. In una cava abbandonata delle nostre zone è stato trovato un pentacolo con i lumini neri ai bordi e ossa di animali, segno che lì si è svolto un rito. Il problema di fondo è che le sette sono pericolose, perché spesso richiedono sacrifici contro gli adepti o anche contro animali. Altre volte ti svuotano il conto corrente o adoperano torture cruente, dopo averti accolto inizialmente in modo amichevole, ma giusto per raggirarti».
Droghe e alcol sono poi il carburante per attecchire negli individui più deboli, che frequentemente cadono anche nelle insidie del web. «Una serata di approfondimento come questa – ha commentato il parroco di Avenza e vicario don Marino Navalesi – è stata utile sia per sfatare qualche mito, ma soprattutto per tenere la guardia alta verso certe insidie. Un momento come stasera racconta molto più di tanti show televisivi. L’ho voluta vivere non come catechesi, ma come informazione, nel dualismo fede-legge».
