Il Tirreno

Commercio

Ora “Enzo” chiude per sempre: addio alla storica gelateria di Avenza

di David De Filippi

	L'esterno del locale
L'esterno del locale

Saracinesche abbassate sull’attività che aprì negli anni Sessanta: d’inverno si trasformava in pizzeria e l’aperitivo era molto apprezzato

3 MINUTI DI LETTURA





AVENZA. Enzo chiude e non aprirà più. Chi si aspettava che l’omonima gelateria avenzina riaprisse la saracinesca dopo le tradizionali ferie di gennaio, rimarrà deluso. È notizia di questi giorni che i gusti di uno degli artigiani storici più apprezzati della provincia, d’ora in poi saranno solo un ricordo e quello che sembrava solo un chiacchiericcio di strada è diventato una realtà. L’argomento ha iniziato ad essere affrontato anche sui social network cittadini, suscitando sensazioni di dispiacere pressoché da parte di tutti.

Del resto, la gelateria di Enzo era davvero parte del tessuto sociale avenzino, ma a prendere le sue creme ci venivano anche da fuori zona, con un andirivieni quotidiano di clienti che durava da quasi settant’anni. Nell’ultimi anni, le redini del locale erano in mano a Roberto e Romano Bachechi, figli di Enzo, fondatore del negozio. Lui, Enzo, era originario di Altopascio e la bottega artigianale cominciò a funzionare negli anni Sessanta, facendo diventare quel fondo di via Giovanpietro un punto di riferimento per intere generazioni.

Quel negozio, inoltre, seguiva il ritmo delle stagioni: nei mesi estivi funzionava come gelateria, mentre in inverno si trasformava in pizzeria, con produzione di margherite e napoletane, anche al taglio. Successivamente, con l’ingresso dei figli Romano e Roberto e il contributo della loro madre Ottavia, il locale si era ammodernato, diventando bar e gelateria aperti tutto l’anno, con frequentazioni quotidiane che non avvertivano cali di flusso.

Anche i giovanissimi avevano scoperto “l’aperitivo” da Enzo, tant’è che negli ultimi tempi, al pomeriggio del sabato, si faticava a passare anche dal marciapiede, dalla calca di avventori. Una delle cose che le persone più anziane ricordano meglio, legata all’inizio dell’attività, era quella “del carrettino”.

Enzo Bachechi, infatti, era noto anche per la vendita itinerante del gelato. Utilizzando un triciclo attrezzato, percorreva quotidianamente le strade del paese, raggiungendo anche le zone di Sant’Antonio, via Provinciale e Nazzano. Le scorte, spesso, si esaurivano prima del termine del giro, lasciando insoddisfatti soprattutto i più piccoli, che però accontentava il giorno dopo, percorrendo il giro al contrario e visitandoli per primi.

«Ho sentito dire della chiusura – racconta Maria Marselli, una cittadina di Avenza – Mi dispiace tanto. Io ci venivo da bimba coi miei genitori. Eravamo sul finire degli anni Sessanta e il gelato rappresentava un premio. Poi gli anni sono passati, Avenza è cresciuta e ospitava negozi bellissimi e tra essi la gelateria era sempre lì. Era una certezza. E lì è rimasta anche quando la città è diventata un po’ meno appariscente. Di solito a gennaio la gelateria chiudeva per ferie, per poi riaprire a San Valentino. Mi fa strano pensare che non ci saranno più. Quando l’ho saputo, il mio primo pensiero è stato: “E ora? Non assaggerò più la crema di Enzo? ”». Stavolta, infatti, non è “Chiuso per ferie”, ma “Chiuso per sempre”. E mancherà a molti.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano
La tragedia

Viareggio, ha un malore alla guida del camion e si schianta sulle auto in sosta: morto a 59 anni

di Roy Lepore

Lo scontro

Livorno, caos al consiglio comunale su Askatasuna: tutti i consiglieri lasciano l’aula, resta solo il centrodestra – Video

di Juna Goti

Richiamo alimentare

Uova fresche contaminate da salmonella: maxi ritiro immediato dai supermercati – Marca e lotto interessati

di Redazione web

Da sapere

Autovelox, il “trucco” per capire subito se la multa è regolare – Il governo pronto a un grande cambiamento

di Redazione web

Il caso

Livorno, terrore nella notte: «Mi ha violentato» – Donna scende in strada e chiede aiuto disperata

di Stefano Taglione

Speciale Scuola 2030
«Non si può morire a scuola»: dal mito del più forte alla solitudine, quali sono i fattori che alimentano la violenza giovanile
Giovani e violenza

«Non si può morire a scuola»: dal mito del più forte alla solitudine, quali sono i fattori che alimentano la violenza giovanile

di Niccolò Anastasia (*)

Capannori, stop alle liste d’attesa con “Pronto Dottore”: medici volontari e visite gratuite – Come funziona il servizio
Salute

Capannori, stop alle liste d’attesa con “Pronto Dottore”: medici volontari e visite gratuite – Come funziona il servizio

di Federico Del Carlo (*)

Crans-Montana come Corinaldo: il divertimento colpito al cuore – «Profitto e superficialità, così i locali diventano trappole mortali»
La riflessione

Crans-Montana come Corinaldo: il divertimento colpito al cuore – «Profitto e superficialità, così i locali diventano trappole mortali»

di Benedetta Di Perna (*)