«Liti, aggressioni e giri di droga». Il questore chiude locale a Marina di Carrara
Stop per sette giorni a una delle discoteche più note del litorale. Uno dei titolari precisa: «Ma tutti fatti accaduti fuori dal locale»
CARRARA. Giovani donne litigano e si accapigliano per strada. In un parcheggio degenera una lite tra ragazzi sotto l’effetto dell’alcol. Fuori controllo, prende a calci le auto parcheggiate, danneggiandole pesantemente: coi tacchi a spillo. Ha bevuto, si sente male, stramazza sul marciapiede: è giovanissimo. Siamo in viale Amerigo Vespucci, la strada degli stabilimenti balneari, laddove si imbocca la passeggiata del Molo: episodi come quelli descritti, e per cui è suonato il campanello d’allarme al 112 e sono arrivati carabinieri e/o poliziotti, ne sono accaduti molti negli ultimi mesi: a notte inoltrata, spesso nel fine settimana. Proprio qui c’è la discoteca marinella più in voga: Il Barlume.
Resterà chiuso per una settimana il locale. È arrivato il disco rosso del questore Bianca Venezia. Il provvedimento è stato adottato perché «numerosi e gravi sono stati gli episodi di disordini – si legge in una nota della Questura – tali da rendere concreto il rischio per la sicurezza pubblica»; ma c’è altro, secondo gli organi di polizia: «All’interno del locale ci sono stati diversi interventi e segnalazioni – si legge ancora nella comunicazione del Primo ufficio della polizia di Stato – per risse, aggressioni, liti e spaccio di sostanze stupefacenti». Su questo punto uno dei titolari del disco-club è di un’altra idea: «Rispettiamo il provvedimento – dice Luca Pedonese – ma tutti quegli episodi sono accaduto fuori dal nostro locale».
Il provvedimento
Viale Vespucci: al civico 4 c’è Il Barlume. Sulla porta di ingresso c’è una comunicazione che arriva dal Commissariato della polizia di Stato di Carrara: il locale resterà chiuso dalla mezzanotte del 16 gennaio, ieri, fino alla mezzanotte del 23 gennaio. Così ha deciso il questore Venezia, che ha fatto ricorso al potere che le attribuisce l’articolo 100 del Testo unico delle Leggi di pubblica sicurezza, cioè la facoltà di sospendere temporaneamente o revocare la licenza di un esercizio, a seguito di episodi che possono rappresentare un rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. «Il provvedimento non ha finalità sanzionatorie», specifica la nota della Questura; piuttosto, «attraverso la temporanea sospensione delle autorizzazioni per la gestione dell’esercizio, si intende impedire il perpetuarsi di situazioni di oggettivo pregiudizio sociale».
Alla moda
L’altolà è giunto senza troppo clamore: tant’è che ieri, a Marina – davanti a un caffè e a una brioche – in tanti pregustavano un venerdì sera al Barlume. Nelle serate del weekend basta attendere il verde al semaforo tra via Rinchiosa e viale Colombo per vedere lo stormo di giovani che attraversano l’incrocio, superano la pineta della Caravella e sono arrivati a destinazione. È dal 2017, quando il locale aprì, che qui si balla: attualmente, il mercoledì, con i ritmi latino-americani; il venerdì, che è l’evento-clou per i giovanissimi; e il sabato, serata per un pubblico misto, tra 25 e 60 anni.
«Ecco cosa facciamo»
«In 9 anni di attività è il primo provvedimento che riceviamo», «Ed è – assicura Pedonese – l’ultimo; «Lo accettiamo – ribadisce – ma non ci sentiamo responsabili» perché aggressioni, risse e liti violente, giri di sostanze stupefacenti e quant’altro «accadono all’esterno». Ahimè, è il suo punto di vista, «Sono, purtroppo, tante le segnalazioni che arrivano “dalle parti del Barlume”, come si suole dire». Aggiunge: «Quando in estate ci siamo accorti che c’era un’escalation di episodi preoccupanti legati alla Movida – ricorda Pedonese – abbiamo chiesto ai carabinieri del Comando di Marina se, compatibilmente con le loro forze, potessero incrementare i passaggi della pattuglia, a mo’ di deterrente. Siamo collaborativi».
La direzione del locale precisa, inoltre, che sta investendo: «Per potenziare il sistema di videosorveglianza; rafforzare il presidio esterno; introdurre sistemi digitali per il controllo degli accessi e della capienza; introdurre procedure organizzative sempre più strutturate per la prevenzione delle situazioni di rischio». Ai minorenni, poi, «l’ingresso è vietato a meno che – dice l’imprenditore – non siano organizzati eventi solo per loro, che sono a zero-alcol perché, altrimenti, sarebbe complicato fare controlli». È accaduto, inoltre, che i proprietari del Barlume fossero “parte lesa”: per esempio, per il fuggi-fuggi dei clienti che lasciarono il locale (pieno) mentre vandali esagitati prendevano di mira le auto in sosta.
