Il Tirreno

Natura

Sulle Apuane torna l’arvicola delle nevi: la scoperta del Parco

di Redazione Massa

	Un esemplare trovato sulle Apuane
Un esemplare trovato sulle Apuane

L’indagine è stata portata avanti dai tecnici dell’ente: in Italia è diffusa lungo tutto l’arco alpino, mentre nell’Appennino la sua presenza è frammentata

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MASSA. Negli ultimi mesi del 2025 le Alpi Apuane sono tornate al centro dell’attenzione scientifica grazie a un’indagine condotta dai tecnici faunistici del Parco regionale, impegnati nel monitoraggio dell’arvicola delle nevi (Chionomys nivalis), una specie rara e di grande interesse conservazionistico. Lo studio rientra in un progetto nazionale dedicato al sequenziamento genomico di animali indicatori dei cambiamenti climatici e ha fornito risultati significativi anche per il territorio massese.

L’ambiente

L’arvicola delle nevi è un vero e proprio relitto glaciale, legato agli ambienti montani più severi e sensibile alle variazioni climatiche. In Italia è diffusa lungo tutto l’arco alpino, mentre nell’Appennino la sua presenza è frammentata.

Nelle Apuane la specie era nota da tempo, ma solo attraverso pochi dati sporadici: il primo risalente al 1970, seguito da alcune segnalazioni concentrate nell’area del Monte Pelato, tra Seravezza e l’alta Versilia. Di fatto, mancava una visione complessiva del suo reale areale di distribuzione.

L’indagine

La recente indagine ha colmato almeno in parte questa lacuna, coinvolgendo sia il sito storico del Monte Pelato sia un’area finora considerata solo potenzialmente idonea: il versante settentrionale del Monte Corchia, che interessa direttamente il comprensorio apuano e l’area montana di riferimento per Massa. Le attività si sono svolte tra i 1000 e i 1500 metri di quota, in ambienti caratterizzati da ex cave dismesse, ravaneti stabili, praterie secondarie e affioramenti rocciosi, contesti tipici del paesaggio apuano.

Attraverso l’utilizzo di trappole selettive per micromammiferi e la cattura in vivo degli esemplari, i tecnici hanno potuto raccogliere materiale biologico per le analisi genetiche, documentare gli animali e rilasciarli immediatamente sul posto. In totale sono stati catturati otto individui: cinque sul Monte Pelato e tre sul Monte Corchia. Un dato che, oltre a confermare la presenza della specie nel sito storico, segna il primo rilevamento ufficiale dell’arvicola delle nevi sul Monte Corchia.

Il tasso di cattura registrato suggerisce la presenza di popolazioni ben strutturate e indica che la distribuzione della specie nelle Apuane, e quindi anche nelle montagne che fanno da cornice alla città di Massa, potrebbe essere più ampia di quanto finora ipotizzato. Un risultato che rafforza il valore biogeografico del Parco e ne sottolinea il ruolo strategico nella tutela della biodiversità, in un contesto ambientale sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. I dati raccolti costituiranno ora una base fondamentale per futuri monitoraggi, utili a valutare l’evoluzione delle popolazioni nel tempo. 

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