Furto al duomo di Carrara, riemergono le pissidi rubate: «Scoperte in un cassonetto»
I ladri se ne sarebbero disfatti all’isola ecologica alle porte del centro, intanto la vicenda fa discutere anche a livello politico
CARRARA. È il clamore suscitato dal furto messo a segno che dovrebbe averli indotti a liberarsi di quanto avevano arraffato. Tornano alla luce le due pissidi che custodivano ostie consacrate, rubate dal tabernacolo del Duomo – forzato, scardinato – con un raid in chiesa nel giorno dell’Epifania.
Sconcertante è da dove siano rispuntate: le due coppe utilizzate nella liturgia cattolica, entrambe d’argento – una della fine del 1.700 e l’altra della fine del 1.800, così le aveva descritte al Tirreno il parroco, don Piero Albanesi – sarebbero state trovate, e il condizionale è d’obbligo perché mancano i crismi dell’ufficialità, «in uno dei cassonetti dell’isola ecologica al servizio del supermercato Conad». Non conferma e non smentisce, come si suole dire, l’Arma dei carabinieri, ma tant’è: le indagini sono state da subito condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Massa, ma don Piero aveva anche ricevuto la visita di un reparto altamente specializzato dell’Arma, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze.
Da bisbiglio a voce
In città non si parla d’altro. Prima è poco più di un sussurro, poi si fa racconto condiviso. C’è chi non ha il coraggio di credere a quanto si dice: culle dell’Eucaristia sarebbero andate a finire in un contenitore per rifiuti.
Il conforto
E qui vengono in aiuto le parole di don Piero pronunciate al termine della messa di sabato, officiata dal vescovo, monsignor Mario Vaccari, durante la quale il sacerdote ha annunciato che avrebbe riaperto le porte della chiesa (non solo dunque per quella funzione religiosa), che aveva chiuso dopo lo sconvolgimento provocato dalla razzìa: «Siamo quasi certi – ha espresso la sua convinzione il pastore – che le ostie non siano state rubate per essere profanate; piuttosto, qualcuno ha pensato che questi oggetti potessero essere utili a prescindere dall’uso sacro che se ne fa».
Quale store? La voce che circola non indica quale dei supermercati Conad – in centro-città ce ne sono due – sia al centro della vicenda. Poi si viene a sapere che la scoperta delle pissidi sarebbe avvenuta «alla Lugnola», quindi al punto-vendita Conad sulla via Carriona, per altro più vicino dell’altro al luogo del furto.
E adesso?
Si fa strada dunque l’ipotesi che i furfanti – certo è che sono due uomini perché la loro incursione è stata interamente ripresa dalle telecamere di video-sorveglianza della chiesa – abbiano deciso di disfarsi delle due pissidi travolti dall’eco del loro gesto. Per altro, proprio don Piero, mettendo per un istante da parte la consapevolezza del valore della sottrazione per lui e per la sua comunità di fedeli, aveva quantificato il valore “del bottino”. Se la coppa più antica venisse piazzata sul mercato, «ci si ricaverebbero tra 800 e 1.200 euro», mentre se si vende valutando il metallo, ci si mette in tasca «non più di 400 euro» perché l’argento non ha le quotazioni dell’oro.
La polemica
E intanto il furto sacrilego ha avuto effetti anche sul fronte politico. La sindaca Serena Arrighi risponde alla senatrice di Fratelli d’Italia Donatella Campione che, alla luce dell’ennesimo furto nel Duomo, sostiene che «A Carrara c’è un’emergenza sicurezza», dopo aver annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «La sicurezza non ha colore politico – dice la prima cittadina –e, soprattutto, non è una carta da giocare quando fa più comodo per i propri interessi personali. Se davvero ha a cuore quello che avviene a Carrara, la senatrice Campione, anziché annunciare interrogazioni, sostenga la mia richiesta di più forze dell’ordine nel nostro Comune che ho avanzato al ministro Piantedosi». «Il Commissariato di Carrara – aggiunge Arrighi – può contare su 63 poliziotti, non tutti operativi. Massa, co-capoluogo di provincia assieme a Carrara, ne ha più del doppio. Da qui la mia richiesta al Viminale» per la quale si attende anche un feed-back.
