Il Tirreno

Il caso

Furto sacro nel duomo di Carrara, Don Piero andrà in caserma: il punto sulle indagini

di Giovanna Mezzana

	La messa di sabato sera e il vescovo Mario Vaccari
La messa di sabato sera e il vescovo Mario Vaccari

Il parroco del Duomo: «Finalmente ho il ritiro, ne sento il bisogno». Stretto riserbo sull’identità dei ladri

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CARRARA. Si ritira don Piero Albanesi. Per qualche giorno. Dopo lo sconvolgimento provocato da un furto sacrilego nel giorno dell’Epifania, a cui è seguito uno tsunami di manifestazioni di vicinanza e d’amicizia che lo hanno travolto, il parroco del Duomo “stacca”. Ne sono successe di cose: il tabernacolo sconquassato da cui sono state rubate due pissidi con ostie consacrate, la lettera alla comunità per informare dell’accaduto, la chiusura sofferta della porte della chiesa e poi la decisione di riaprirle, «Perché non possono stare chiuse, è la nostra casa». Anche un uomo come lui – adesso – sente la necessità di mettere ordine dentro di sé. Questa settimana sarà impegnato in esercizi spirituali.

L’attesa e il sollievo

È domenica (ieri, 11 gennaio), sono quasi le 13, forse don Piero, dopo la messa, sta per mettersi a pranzo, ma risponde alla telefonata del Tirreno. Parla delle meditazioni che lo attendono. «Finalmente inizio – confessa – adesso sento proprio il bisogno di raccogliermi». C’è un pizzico di impazienza nel tono della voce del sacerdote.

La visita imminente

Al suo rientro, certo è che si recherà in caserma, oppure saranno i carabinieri a fare visita a lui. Se non fosse impegnato negli esercizi spirituali, avrebbe probabilmente interloquito con i militari già questa settimana.

Le investigazioni

Perché le indagini – pur non ancora chiuse, dato certo – avrebbero già portato a qualche risultato. Sarebbero stati individuati i ladri, due individui che si sono intrufolati in chiesa e la cui azione predatoria è stata interamente ripresa dalle telecamere che hanno filmati di ottima qualità, secondo il parroco. Non si tratterebbe però dei furfanti indicati dalla vox populi. Dall’Arma non esce uno spillo – c’è riserbo – ma don Piero, sabato, dall’altare, avrebbe fatto intendere ai fedeli che qualcosa di ciò che è stato sottratto sarebbe stato già trovato.

Il punto

«Di certo non c’è nulla», dice. Ecco perché non è sceso nei dettagli con i fedeli il parroco nella messa di sabato che ha sancito la riapertura delle porte del Duomo e non solo per la funzione religiosa officiata dal vescovo, monsignor Mario Vaccari. Possibile che non voglia sapere don Piero se e cosa sia stato ritrovato dai carabinieri?

Spiega: «Io li ringrazio tanto per ciò che hanno fatto – dice – e per ciò che stanno facendo. Vedete, però – aggiunge – io sono contento se quelle pissidi tornano a casa, ma ciò che ci interessa è il contenuto». Le ostie consacrate. Sembra chiedersi don Piero se anche l’Eucaristia sarà mai ritrovata con le coppe in argento rubate: questa evenienza gli pare forse impossibile. Viene da qui il suo tormento, pur sapendo che non si è trattato di un furto con intento profanatorio e per il quale sono già giunte parole di perdono dal vescovo Fra’ Mario.

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