Furto sacro nel duomo di Carrara, Don Piero andrà in caserma: il punto sulle indagini
Il parroco del Duomo: «Finalmente ho il ritiro, ne sento il bisogno». Stretto riserbo sull’identità dei ladri
CARRARA. Si ritira don Piero Albanesi. Per qualche giorno. Dopo lo sconvolgimento provocato da un furto sacrilego nel giorno dell’Epifania, a cui è seguito uno tsunami di manifestazioni di vicinanza e d’amicizia che lo hanno travolto, il parroco del Duomo “stacca”. Ne sono successe di cose: il tabernacolo sconquassato da cui sono state rubate due pissidi con ostie consacrate, la lettera alla comunità per informare dell’accaduto, la chiusura sofferta della porte della chiesa e poi la decisione di riaprirle, «Perché non possono stare chiuse, è la nostra casa». Anche un uomo come lui – adesso – sente la necessità di mettere ordine dentro di sé. Questa settimana sarà impegnato in esercizi spirituali.
L’attesa e il sollievo
È domenica (ieri, 11 gennaio), sono quasi le 13, forse don Piero, dopo la messa, sta per mettersi a pranzo, ma risponde alla telefonata del Tirreno. Parla delle meditazioni che lo attendono. «Finalmente inizio – confessa – adesso sento proprio il bisogno di raccogliermi». C’è un pizzico di impazienza nel tono della voce del sacerdote.
La visita imminente
Al suo rientro, certo è che si recherà in caserma, oppure saranno i carabinieri a fare visita a lui. Se non fosse impegnato negli esercizi spirituali, avrebbe probabilmente interloquito con i militari già questa settimana.
Le investigazioni
Perché le indagini – pur non ancora chiuse, dato certo – avrebbero già portato a qualche risultato. Sarebbero stati individuati i ladri, due individui che si sono intrufolati in chiesa e la cui azione predatoria è stata interamente ripresa dalle telecamere che hanno filmati di ottima qualità, secondo il parroco. Non si tratterebbe però dei furfanti indicati dalla vox populi. Dall’Arma non esce uno spillo – c’è riserbo – ma don Piero, sabato, dall’altare, avrebbe fatto intendere ai fedeli che qualcosa di ciò che è stato sottratto sarebbe stato già trovato.
Il punto
«Di certo non c’è nulla», dice. Ecco perché non è sceso nei dettagli con i fedeli il parroco nella messa di sabato che ha sancito la riapertura delle porte del Duomo e non solo per la funzione religiosa officiata dal vescovo, monsignor Mario Vaccari. Possibile che non voglia sapere don Piero se e cosa sia stato ritrovato dai carabinieri?
Spiega: «Io li ringrazio tanto per ciò che hanno fatto – dice – e per ciò che stanno facendo. Vedete, però – aggiunge – io sono contento se quelle pissidi tornano a casa, ma ciò che ci interessa è il contenuto». Le ostie consacrate. Sembra chiedersi don Piero se anche l’Eucaristia sarà mai ritrovata con le coppe in argento rubate: questa evenienza gli pare forse impossibile. Viene da qui il suo tormento, pur sapendo che non si è trattato di un furto con intento profanatorio e per il quale sono già giunte parole di perdono dal vescovo Fra’ Mario.
