Il Tirreno

Sicurezza

Carrara, polvere bianca accanto al joystick: sala giochi chiusa per 15 giorni

di Giovanna Mezzana

	Un poliziotto appende il provvedimento sull’ingresso del locale, a dx l’ingresso della sala giochi in via Sforza ad Avenza
Un poliziotto appende il provvedimento sull’ingresso del locale, a dx l’ingresso della sala giochi in via Sforza ad Avenza

Il questore sospende la licenza di un locale di scommesse ad Avenza. Nella toilette spuntano involucri usati per confezionare droga, ed è stato aggredito un avventore

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CARRARA. Quando una volta dicevi “via Sforza” ti veniva in mente l’ufficio postale di Avenza: ormai non solo. Parallela a via Giovan Pietro, a un tiro di schioppo dalla stazione ferroviaria, è una delle strade in cui negli ultimi due anni si sono verificati episodi che hanno tolto il sonno – la serenità – ai residenti e a chi ha un’attività aperta al pubblico. A memoria d’uomo si ricordano, per esempio, tra la fine dell’inverno e la scorsa primavera, almeno tre “spaccate”, nel raggio di qualche centinaia di metri: al centro estetico L’angolo del benessere, alla barberia Marrakech Barbershop, all’Apuan Bar che ha l’ingresso su via Toniolo. Adesso – anche se per altri motivi – in via Sforza ci mette le mani il questore Bianca Venezia che sospende per 15 giorni la licenza di una sala giochi. «Diversi episodi lesivi della tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica» accaduti di recente nel locale – si legge in una nota della Questura – hanno condotto al provvedimento.

Il locale

Imboccando via Sforza da viale XX Settembre, si trova pressoché subito – sulla sinistra – la sala giochi Big Win. Sulla porta di ingresso c’è appiccicata una comunicazione della Questura di Massa-Carrara: il locale resta chiuso dalla mezzanotte del 10 gennaio (oggi) alla mezzanotte del 25 gennaio; è l’effetto di un provvedimento che il questore ha firmato il 7 gennaio e che si traduce, appunto, nella «sospensione (temporanea, ndr) della licenza».

I fatti riscontrati

Cosa è accaduto in quel locale la cui soglia si varca per tentare la fortuna? L’episodio più grave è senza dubbio «un’aggressione con coltello»: vittima, un cittadino di nazionalità marocchina. C’è dell’altro: «Accanto a una postazione da gioco è stata trovata polvere bianca», «riconducibile, verosimilmente, a cocaina». Non finisce qui: durante i controlli da parte delle forze dell’ordine alla sala giochi di via Sforza, nei locali della toilette sono spuntati «involucri in cellophane vuoti», come quelli in genere utilizzati «per confezionare dosi di sostanza stupefacente». Tra slot machine e videolottery, poi, sono stati «identificati cittadini di nazionalità extracomunitari non i regola» con le norme che regolano il soggiorno, oltreché avventori sulle cui spalle pesano «diversi precedenti di polizia e/o precedenti penali» legati alla detenzione e allo spaccio di droga.

Scatta la tutela

Tale quadro ha indotto il questore Venezia a ricorrere al potere che le attribuisce l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, cioè la facoltà di sospendere o revocare la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti episodi che possono rappresentare un rischio per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini. «Il provvedimento non ha finalità sanzionatorie – si legge nella nota della Questura di Massa-Carrara – ma, attraverso la temporanea sospensione delle autorizzazioni per la gestione dell’esercizio, intende impedire il perpetuarsi di una situazione di oggettivo pregiudizio sociale». Per usare un’immagine, possiamo dire che se su un piatto della bilancia c’è la libertà di iniziativa economica e sull’altro l’esigenza di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, quest’ultimo è andato a fondo mentre il primo è rimasto sospeso a mezz’aria.

Gli ultimi mesi

Da mesi gli avenzini chiedono un incremento del livello di attenzione proprio su questo fronte. Tale “sentiment” è talmente diffuso tra i residenti che a inizio dicembre è stata battezzata la seconda edizione di Ci vediamo ai pali gialli”, iniziativa nata spontaneamente per celebrare il cortile di via Carlo Sforza, che negli Anni Ottanta era frequentato da schiere di ragazzi, ma anche per riappropriarsi di quei luoghi della comunità che talvolta i cittadini si sentono sottratti, dai quali si sentono allontanati da episodi di microcriminalità e degrado del costume.
 

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