Il Tirreno

La curiosità

Fido mon amour, quanto mi costi? Fino a 3mila euro per la chirurgia. Le tariffe e i prezzi a Carrara

di Emanuela Orsini Merani
Anna Pucci con il suo barboncino Chango
Anna Pucci con il suo barboncino Chango

E una coppia paga 500 euro dal veterinario per salvare il cane di un clochard

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CARRARA. Si dice sia uno dei tanti effetti-Covid: in città aumentano i carraresi che vivono con Fido. E che – addirittura, potendo – si occupano dei quattrozampe di chi non può permetterselo: è accaduto di recente, per esempio, che una coppia di Marina abbia pagato 500 euro per salvare da una gravissima polmonite il cane di un clochard. Il Tirreno ha voluto dunque tastare il polso ai veterinari: con il potere di acquisto delle famiglie che si assottiglia, come fanno i cittadini a far fronte alle eventuali spese veterinarie?

Un occhio alle tariffe

«Tra i nostri clienti – dice Michele Perfetti, veterinario – non ci sono clienti che mostrano di essere in difficoltà per pagare visite ed esami del loro cane anche perché il nostro è un ambulatorio di base e il tariffario è più basso rispetto a quello delle cliniche, una visita con diagnosi costa 50 euro fino a salire intorno a 150 euro nei casi di profilassi per parassiti e altro». I prezzi delle vaccinazioni sono rimasti invariati e si contano sulle dita di una mano i clienti che per una visita ricorrono a polizze assicurative; altra cosa, invece, è il caso in cui Fido debba essere sottoposto a un intervento chirurgico: in tal casi «sono in un numero nettamente maggiore» i proprietari che ricorrono a polizze assicurative: in una clinica un’operazione può costare, del resto, anche tremila euro.

Le vaccinazioni

Una delle voci di spesa del mantenimento in buona salute del cane è la vaccinazione: o meglio, le vaccinazioni. Angelica Maloni, veterinaria, spiega che «non esistono vaccinazioni obbligatorie per i cani, ma si tratta di vaccinazioni consigliate dal veterinario. L’unica obbligatoria è quella contro la rabbia in caso di espatrio». Consigliati sono: il vaccino contro il cimurro, l’epatite, la leptospirosi, la parvovirosi e la bordetella, e contro la filaria polmonare, per cui esiste anche la copertura mediante bocca, uno “squisito” bon-bon che sa di aglio. .. da somministrare mensilmente.

Pappa e dintorni

E veniamo all’alimentazione del miglior compagno di vita. Ecco, il parere di una delle titolari di Amici miei a Marina di Carrara: «Sui prodotti alimentari c’è stato un aumento pari al 10%, ma noi cerchiamo di dare sempre una mano ai nostri clienti». Mediamente per un cane di piccola taglia si spendono 40 euro al mese; il costo sale a seconda della taglia ma anche a seconda dello stato di salute della bestiola: le pappe per chi ha un’intolleranza alimentare o è soggetto a dermatiti, per esempio, costano di più. C’è anche chi opta per la dieta casalinga – a base, per esempio, di pollo e riso – ma in tal caso occorre il tempo di cucinare il piatto – pardon, la ciotola – a Fido.

Il fenomeno dell’adozione

Un cane si adotta o si compra? La risposta è molto personale. La consigliera comunale Silvia Barghini, ha adottato al canile sanitario Ettore di Massaz e Sally, una meticcia di un anno: «Per le spese veterinarie – dice – spendo circa 600 euro l’anno La sua alimentazione mensile è un sacco di crocchette, pasta e riso». Poi sottolinea: «È un impegno importante adottare un cane già adulto rispetto a uno da crescere, tant’è che io sono ricorsa anche a un’addestratrice». Come ci sono le adozioni, ci sono i casi di abbandono che provocano forte stress alle bestiole che si sentono destabilizzate: e, nei casi estremi, si lasciano morire. Ecco perché il cosiddetto preaffido – ovvero un periodo di rodaggio in cui il padrone conosce il cane e viceversa – risulta la migliore modalità.

Pet-frindly: dove?

Anna Pucci presenta il suo Chango, un barboncino nano, dono del Natale 2016 a suo figlio: «Senza di lui non riesco a stare, è come avere un figlio. Occuparmi di lui non è particolarmente costoso, è in buona salute, ma so per esempio del caso di una conoscente che per sterilizzare la cagnolino, costo 500 euro, era in grave difficoltà; per l’alimentazione io spendo circa 80 euro al mese». Altro dato: «A Carrara non tutti i locali sono pet friendly, come alcuni cinema, palestre ristoranti e bar. E aggiunge: «Proprio a Carrara, a una presentazione letteraria all’ultimo momento mi fu riferito che non potevo entrare con il cane, non capisco perché questo approccio: a Palazzo Binelli l’accesso, per esempio, l’accesso ai cani è consentito».

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