A oltre cinque secoli dalla congiura la “pace” a Colonnata: la storia e quel legame con la Firenze di fine ‘400
L’erede dei Medici racconta in tv la riconciliazione a casa Lazzareschi
CARRARA. C’è un legame diretto tra la Firenze di fine ‘400 e Colonnata, ed è stato raccontato domenica su La 7 nel programma di Syusy Bladi “I misteri del Rinascimento, il mio viaggio tra le ville dei Medici”. È emerso, approfondendo quanto dichiarato a Syusy Bladi da Emanuela Stucchi Prinetti, figlia di Lorenza de’ Medici, presentata come ultima erede della dinastia per parte di madre (ha anche due fratelli, Roberto e Paolo), che dopo la notissima Congiura de’ Pazzi contro i Medici (Lorenzo il Magnifico e il fratello Giuliano, nell’aprile del 1478, quest’ultimo rimase ucciso, Lorenzo ferito), un gruppo di famiglie nobili fiorentine, coinvolte nella congiura e inseguite dal rischio di una condanna a morte per impiccagione, ripararono proprio nel paese sopra Carrara: erano le famiglie Danesi, Guadagni, Nicoli, Cattani, Corsi e Donati. Una ricostruzione a cura soprattutto di Alvise Lazzareschi, imprenditore del marmo, scrittore, esperto di cucina e di eccellenze enogastronimche fra le quali i vini del Chianti.
La storia
Ma andiamo con ordine. In trasmissione, la signora Emanuela Stucchi Prunetti, incalzata da Syusy Bladi, ha raccontato che dopo oltre cinque secoli, proprio a Colonnata è stato “firmato” uno storico accordo di “pace” fra i Medici e gli eredi dei congiurati dei Pazzi (i Pazzi era un’altra potente famiglia fiorentina). «Quando ci siamo conosciuti, moltissimi anni fa - ha spiegato la signora Emanuela, titolare della Badia di Coldibuono di Gaiole in Chianti, con riferimento ad Alvise Lazzareschi - mi ha fatto questa proposta, di un evento di riconciliazione, e mi è piaciuta. E così, io ho portato diverse decine di bottiglie del miglior vino che produciamo, loro ci hanno messo il lardo e non solo, e abbiamo messo idealmente fine alla storica inimicizia».
«Fu davvero una bella serata», aggiunge contattata dal Tirreno la signora Emanuela; la madre Lorenza de’ Medici dei Principi di Ottajano, deceduta pochi mesi fa, è stata una grande personalità nel diffondere la cucina toscana e italiana nel mondo, celebrata anche dal New York Times; la figlia Emanuela è contitolare come detto della splendida tenuta e azienda agrituristica Badia di Coldibuono, ma è stata anche presidente dal 2000 al 2003 del Consorzio Chianti Classico. «Ho conosciuto Emanuela - interviene Alvise Lazzareschi - proprio perché presidente del Consorzio del Chianti Classico, e quale erede dei Medici, conoscendo la storia delle famiglie nobili congiurate riparate a Colonnata, sicuramente piene d’oro e gioielli con le quali comprarono le cave, mi si è accesa la lampadina e ho pensato a questo evento, di riconciliazione, ma anche di celebrazione delle eccellenze. Innanzitutto, il colore dominante a quella cena evento a casa mia era il rosso, poi arrivarono la mozzarella da Caserta, la porchetta da Gualdo Tadino, il salame prodotto dall’ultimo salumaio del vero salame Milano e così via, oltre ovviamente al nostro lardo. In abbinamento, il vino eccellente prodotto dall’azienda della signora Emanuela. Per le invitate, più di mille rose rosse. Ed è in questa atmosfera che abbiamo firmato la storica “pace”».
La data
La data? Era il 10 settembre del 2005, quindi sono passati oltre 19 anni. Ma a parte in televisione, la circostanza non era ancora stata raccontata sui giornali: «In effetti - aggiunge Alvise - l’avevamo tenuta per noi». E Emanuela Stucchi Prinetti: «L’ho accennata a Maurizia Giusti (il vero nome di Syusy Bladi), le è tanto piaciuta che ha voluto che la raccontassi in trasmissione, e così è diventata di pubblico dominio. Ma la cosa non mi dispiace, tutt’altro, come ripeto ne ho un ricordo molto piacevole». Chiosa Alvise Lazzareschi: «L’ho sempre detto che noi a Colonnata siamo particolari, e credo che molto dipenda anche dal fatto che almeno una parte dei nostri progenitori abbiano queste origini nobili, con tutte le loro caratteristiche. La fuga dei congiurati verso Colonnata è sicura, anche nei libri è scritto che uno dei coinvolti diretti nell’attentato nella chiesa di Santa Maria del Fiore, quel 26 aprile del 1478 era un Corsi».
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