Il Tirreno

Il lutto

Massa, addio al viticoltore che fece scoprire il Candia in tutto il mondo

di Giovanna Mezzana
Massa, addio al viticoltore che fece scoprire il Candia in tutto il mondo

Giovanni Cima fu un pioniere apuano del fortunato fenomeno del wine & food. «Creò vini raffinati e attenti ai gusti del pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Lui sì che è stato un imprenditore – un viticoltore – eroico. Virtuoso e antesignano è stato Giovanni Cima, agricoltore prima di tutto, scomparso a 80 anni, e meritevole di aver trasformato un vino – il nettare del Candia – da una bevanda contadina in una raffinatezza. Con i suoi 18 ettari di terreno sulle colline tra Carrara e Massa, ha dato vita a un’impresa che porta il suo cognome e che è agricola, vitivinicola, con agriturismo e ristorante, un prezioso micro-cosmo che rappresenta il Dna apuano dell’esplosivo fenomeno del wine & food.

L’imprenditore

Tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Candia Doc – oggi realtà solida e riconosciuta nel panorama enologico toscano – Giovanni Cima ha il merito di aver fatto conoscere il vino di Candia nel mondo. Siamo tra il ’94 e il ’95 quando le bottiglie “de noantri” varcano – grazie a lui – i confini della provincia apuana. È il 1998 quando il vino del Candia comincia a stregare americani e giapponesi, fino ad essere conosciuto in mezzo mondo. E con intuito e sguardo lungo sull’orizzonte dà un’impronta tutta nuova al mondo vitivinicolo locale battezzando quel felice connubio, oggi fenomeno consolidato, che c’è tra degustazione e ristorazione. «Giovanni ha inaugurato una nuova stagione del nostro vino – sono le parole che giungono da Coldiretti Massa-Carrara – È stato un innovatore: tra i primi, se non il primo, a valorizzare i vitigni autoctoni creando vini sempre più raffinati e al passo con i gusti dei consumatori. Serio, per bene, intraprendente nonostante l’avanzare dell’età, mancherà a tutti». «La figura di Giovanni – dicono gli amici del Consorzio di Tutela – è stata determinante per la nascita dell’ente e per noi produttori. Ha ispirato molti di noi. È riuscito a tradurre l’identità del territorio e la sua storia nei suoi vini; tutti noi oggi siamo figli della sua visione. All’amico Aurelio (il figlio, ndr) che del Consorzio è stato presidente per tanti anni, giungano le nostre più sincere condoglianze».

Il padre e il nonno

Oggi l’azienda agricola Cima è una realtà da 100mila bottiglie l’anno. Qui, sulle colline del Candia, siamo alla quinta generazione: quella degli adorati nipoti – Angelica, Chiara e Gianluigi – nati tra il ’95 e il’ 98 tant’è che a loro – proprio nel ’98 – il nonno dedica Anchigi, un Sangiovese in purezza, che si chiama con le prime lettere dei loro nomi. Ed è anche da questo tenero cadeaux che emerge con forza quanto la Cima sia, nel senso più auspicabile del termine, un’impresa “di famiglia”; oggi il figlio Aurelio si occupa del vino, la figlia Giovanna della ristorazione; era invece Graziella, la moglie di Giovanni, scomparsa un anno e mezzo fa, a “tenere la cassa” come è risaputo. «Abbiamo lavorato 50 anni fianco a fianco – dice il figlio Aurelio – e abbiamo litigato ogni giorno per fare poi pace la sera. Lui era lui. A cena ci si accordava, poi lui la mattina (era del resto il primo che si alzava, alle 6) buttava tutto all’aria e faceva di testa sua. E ha sempre fatto bene».

Era un grande degustatore di vini – «dal pomeriggio in avanti», dice Aurelio – beveva il suo, ma apprezzava molto anche quello dei colleghi. E amava lo sport, lui-storico sponsor del Gruppo Sportivo Romagnano Ciclismo. Era un uomo tutto d’un pezzo Giovanni, con un gran carattere, sempre mosso dal rispetto: per se stesso e per gli altri. Anche nella malattia degli ultimi mesi – accudito con amore dalle sorelle Tilde e Gina, le zie che i figli di Giovanni ringraziano con il cuore – ha dato a tutti una grande lezione di vita. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Economia e lavoro
Servizi

Bollette luce, da settembre sconto fino a 60 euro: chi ne ha diritto e come ottenerlo

di Redazione web
Turismo: le nostre guide