Il tritone alpestre, i rifugi, i pastori e i sentieri: le meraviglie lungo la via Vandelli in tv
La trasmissione Sentieri di Linea Verde è stata dedicata interamente al territorio apuano. Tante tappe: dall’Orto botanico al biolago di cava Valsora, fino al Castello Malaspina
MASSA. La convivenza tra uomo e natura, lungo la via Vandelli.
In onda ieri pomeriggio su Rai 1 il programma “Sentieri” di Linea Verde, i cui conduttori Giulia Capocchi, Margherita Granbassi e Lino Zani partendo dal santuario San Pellegrino in Alpe sono poi arrivati in piazza Aranci a Massa, al termine di un percorso mozzafiato, dove uomo e natura si uniscono.
Diverse le tappe: la terrazza Vandelli, Resceto, Pian della Fioba, il rifugio Nello Conti, l’orto Botanico, il castello Malaspina. Diverse tappe, diversi i protagonisti di questa escursione, tra cui l’inquilino del “bio lago” di cava Valsora, ovvero il tritone alpestre apuano.
Come infatti ha raccontato ai propri telespettatori la conduttrice Capocchi, «un elemento caratteristico di queste montagne sono il marmo e le cave. Di cui si parla nel bene e nel male. Una risorsa che ha creato un grande indotto in termini di lavoro, ma anche andando a modificare gli ecosistemi. Eppure, in alcuni casi la natura è riuscita a riappropriarsi dei suoi spazi, creando nuovi equilibri».
Ed emblema di ciò è il “bio lago” dentro la cava Valsora. Come raccontato nel programma, nel corso degli anni la polvere di marmo, la marmettola, si è depositata sul fondale, poi il resto ha fatto l’acqua piovana, creando un piccolo habitat ideale per il tritone alpestre apuano. Si tratta di piccoli anfibi, simili per dimensioni a lucertole, con colori molto accesi: spesso con pancia tra il rosso e l’arancione, o blu. Una livrea che diventa ancora più accesa nel periodo della riproduzione, con gli esemplari maschili a cui cresce una bella cresta. E questa presenza, ha detto la guida alpina, «è esemplare di come la natura si riprende i suoi spazi, tornando in un ambiente antropizzato come quello di una cava che ha subito nel corso degli anni un processo di “rewilding” e dove ora il tritone può prosperare». Il sito è aperto a tutti i visitatori, frutto di un progetto di sostenibilità ambientale e di fruizione turistica curato nel 2019 dallo studio Rasenna in collaborazione con il corso di laurea del Politecnico di Milano in architettura sostenibile del territorio. Tutto ciò, mentre a poca distanza prosegue l’attività estrattiva in galleria. Ma questa è solo una delle tappe mozzafiato della via Vandelli, storico percorso del ducato estense e che ancora oggi viene minuziosamente curato da volontari e guardie alpine. Ad esempio, poco prima del bio lago si passa nel tratto Campaniletti-Massa, dove ci si può imbattere con gli ultimi portatori di un’antica tradizione come l’attività pastorale. E tra questi c’era ad esempio Andrea Conti, incontrato da Granbassi lungo il cammino. Scendendo a valle, Zani è passato dal rifugio Nello Conti, dove ad attenderlo c’erano Luca Damiani, che gestisce il rifugio, e Paolo Simi, presidente del Cai di Massa. Intanto, Capocchi era già all’orto botanico, insieme ad Andrea Ribolini. «Le montagne sono sì fatte di marmo, ma sono soprattutto natura e paesaggi. Risorse da tutelare e da valorizzare», ha ricordato ai telespettatori Ribolini. Zani, invece, scendendo dalle parti di Resceto si è imbattuto in una situazione particolare: due ragazzi in amaca sulle Apuane. Nicola Bongiorni e Mauro Simoncini, del progetto Apuane in amaca, che su Youtube mostrano le Apuane e le storie ad esse legate. Infine il gruppo è arrivato a Massa, con visita al castello, piazza Mercurio, palazzo Ducale e infine piazza Aranci, meta finale della via Vandelli.
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