Il Tirreno

In tribunale

Massa, violenza sessuale: assolto il prof accusato di aver toccato l’alunna

di Melania Carnevali
Le scarpette rosse simbolo della lotta contro la violenza sulle donne
Le scarpette rosse simbolo della lotta contro la violenza sulle donne

La difesa: «Il docente non ci vede». La vicenda in una scuola media

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Secondo lei, quel professore aveva un atteggiamento strano nei suoi confronti. La guardava spesso e spesso, a detta sua, gli occhi cadevano sul seno. E lei, questo è certo, si sentiva profondamente a disagio. Poi un giorno, ha raccontato, passando tra i banchi della classe l’uomo avrebbe strusciato le sue parti intime contro di lei. Da lì la decisione di raccontarlo ai genitori che poi lo hanno denunciato per violenza sessuale. Il docente però, giovedì, è stato assolto dal giudice per l’udienza preliminare perché il fatto non costituisce reato.

Cosa vuol dire? Significa che il fatto addebitato, anche se fosse stato commesso dall’imputato e «pur sussistendo nei suoi elementi oggettivi», dice la normativa, non rappresenta un illecito penale, perché, «ad esempio, manca l’elemento soggettivo o il presupposto della condotta».

Ma ricostruiamo i fatti. Tutto sarebbe successo, lo scorso anno, in una scuola media della provincia. Non si tratterebbe di un unico episodio ma di diversi. L’alunna avrebbe sentito più volte lo sguardo dell’insegnante su di lei. In particolare, appunto, sul seno. Poi si sarebbe verificato l’ultimo fatto da cui è scattata la denuncia. Il caso arriva quindi in procura. La minore viene ascoltata ma viene dichiarata non attendibile nella capacità di testimoniare. La procura decide di andare avanti comunque. Notifica all’uomo l’avviso di conclusione delle indagini e viene fissata l’udienza preliminare. Il legale dell’uomo, Francesco Barsotti, nel frattempo porta avanti indagini difensive. Sono tutte quelle attività che il difensore dell’indagato, della parte offesa o delle altre parti private interessate da un vicenda processuale, investigatori privati autorizzati o consulenti tecnici possono compiere, al fine di ricercare le fonti e acquisire elementi di prova favorevoli al proprio assistito. Lui, insieme al collega Stefano Galeotti, ascoltano i colleghi e anche i suoi medici.

Stando a quanto ricostruito dalla difesa, l’uomo ha avuto importanti problemi alla vista che lo hanno costretto a più interventi nel corso degli anni. La tesi difensiva quindi è stata chiara: l’uomo non vede bene, quindi qualsiasi occhiata “strana” o contatto con l’alunna in classe non era intenzionale. Non ci sarebbe stato in altre parole il dolo. I legali hanno depositato tutto il materiale delle loro indagini nel fascicolo e giovedì pomeriggio si è tenuta l’udienza preliminare che ha portato all’assoluzione dell’uomo perché il fatto non costituisce reato.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
I nostri soldi

Come pagare meno tasse compilando “bene” il Modello 730 del 2026: tutte le voci che possono alleggerire il peso fiscale

di Redazione web