Morì a 36 anni nell’incidente a Villafranca: automobilista accusato di omicidio
L’uomo ha scelto il rito abbreviato. La famiglia del 36enne, comunque, è stata già risarcita dall’assicurazione
VILLAFRANCA. Era fine giugno, quel giorno del 2021. Il sole di mezzogiorno cuoceva già e l’asfalto di via Aldo Moro, a Villafranca in Lunigiana, era bollente. Lui sorpassò con il suo scooter un’auto. Non si accorse, però, che davanti, nella corsia opposta, ce n’era un’altra. E il conducente di quell’auto, forse, non si accorse di lui. Tutto successe in un secondo. Si schiantò contro il mezzo che era pronto a svoltare. Mirko Salis, 36 anni, volò in area per tre, quattro, metri, poi cascò a terra. E lì rimase. Tutti capirono all’istante che era grave. E infatti morì tre dopo all’ospedale Cisanello di Pisa.
Adesso, per quei fatti, è imputato di omicidio colposo un sessantenne di Villafranca, Marino Lazzeri, difeso dall’avvocato Paolo Fraschini. L’uomo ha scelto il rito abbreviato e ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare, in camera di consiglio, è stato ascoltato uno dei due testimoni ammessi. Con l’abbreviato l’imputato può ottenere uno sconto di pena e una riduzione della durata del processo. In cambio, però, rinuncia a fornire le prove necessarie per la sua difesa. In questo caso il giudice ha concesso di ascoltare due testi.
Il primo testimone è la moglie di Lazzeri che era appena uscita dal lavoro e stava aspettando il marito in strada. La donna avrebbe confermato con il sessantenne era fermo. Che poi è il succo della difesa dell’uomo.
Il secondo testimone è già stato sentito a sommarie informazioni ma alcuni passaggi non sarebbero chiari. Non è chiaro, ad esempio, se l’automobilista, sebbene fermo, avesse già occupato la corsia opposta. Fatto che potrebbe portare a un concorso di colpa.
La famiglia del 36enne, comunque, è stata già risarcita dall’assicurazione.
Una famiglia numerosa, quella di Mirko, arrivata in Toscana dalla Sardegna. Tanti fratelli, cugini. Lui viveva a Filattiera, non molto lontano dal luogo dell’incidente, e lavorava nell’edilizia, come il padre. Era uno di quei giovani a cui piaceva vivere al massimo e tutti lo ricordano per questo. Appena saputa la notizia della sua morte, l’allora sindaca del piccolo comune lunigianese, Annalisa Folloni, espresse le sue condoglianze alla famiglia. In quel paese di poco più di 2. 200 abitanti, tutti, d’altronde, conoscono tutti. E anche Mirko era conosciuto.
«Sono notizie che colpiscono al cuore – disse a Il Tirreno la prima cittadina di Filattiera – : Mirko è cresciuto nella nostra comunità e la loro famiglia, numerosa, è molto rispettata e amato. Lo conoscevo personalmente, aveva più o meno l’età di mia figlia. È un duro colpo. Quando se ne va un giovane, la tragedia non può che colpire tutta la comunità. Non posso che stringermi attorno alla famiglia».
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