Il Tirreno

In 30 davanti al gup per l’indagine sul “nero” alle cave

Una veduta delle cave di marmo (foto d'archivio)
Una veduta delle cave di marmo (foto d'archivio)

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una maxi inchiesta che ha preso le mosse nel 2013 e che ha suscitato, all’epoca, grandissimo clamore nel mondo del marmo. Clamore che, con il passare del tempo, è stato ridimensionato come le posizioni (fiscali) delle persone coinvolte .

Una trentina di indagati, rappresentati da sessanta avvocati e, stamani alle 12, l’udienza davanti al gup Dario Berrino.

Stiamo parlando dell’inchiesta passata alle cronache come “nero alle cave” e dell’udienza in cui il giudice dovrà decidere il processo dei trenta indagati del mondo del marmo.

Problemi di notifica nell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare a otto degli imputati avevano fatto saltare il primo appuntamento in tribunale.

I fatti sono relativi a una vicenda di ormai nove anni fa che ha aperto un focus su cave e dintorni, soprattutto sulla vendita dei blocchi.

La Guardia di finanza, con una attività di indagine iniziata nel febbraio del 2013, nella quale furono fondamentali intercettazioni ambientali e telefoniche, portò alla luce un presunto giro di sottofatturazione e evasione che mise nel mirino trenta persone indagate a vario titolo, per i reati di frode fiscale, falso, attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento, ricettazione fino al riciclaggio.

Le fiamme gialle e la procura (le indagini vennero condotte dall’allora procuratore capo Aldo Giubilaro) ipotizzarono una maxi evasione di imposte dirette, Iva e violazioni alla normativa antiriciclaggio per parecchi milioni di euro.

Nel corso delle indagini le posizioni fiscali di alcuni indagati sono state ridotte se non del tutto annullate per cui è emersa soprattutto un’attività assimilabile a quella bancaria non autorizzata.

Sarà partendo da questo presupposto che verranno valutate le ipotesi di riciclaggio e di ricettazione.

Il fascicolo che stamani sarà mal centro dell’udienza preliminare riguarda 13 cittadini indiani e 17 italiani tra cui undici di Carrara.

Le posizioni dovranno essere esaminate una ad una e la difficoltà, anche nell’udienza fissata oggi, saranno tutte nelle notifiche, in particolare quelle che riguardano i cittadini indiani, ma residenti nella zona di Milano, che dovevano essere raggiunti per la presenza in tribunale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, rimprovera alcuni ragazzi in motorino e viene aggredito: finisce in ospedale

di Redazione Lucca
Speciale Scuola 2030