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cronaca

L’addio a Franco Dal Maso, fu una bandiera azzurra

Arrivò dalle giovanili dell’Inter nel ’62, fu subito capocannoniere della squadra. Protagonista per sei stagioni, poi chiuse la carriera nella Pistoiese


17 gennaio 2022


CARRARA. Lutto nel mondo sportivo e in particolare calcistico, per la scomparsa a 79 anni di Franco Dal Maso (era nato il 17 marzo 1942), bandiera della Carrarese per sei stagioni negli Anni Sessanta, fra i calciatori che hanno collezionato più presenze e segnato più reti. Arrivò infatti a quota 171 gettoni (al pari di Ghirlanda), e mise a segno 32 gol (come Grillone); pur non essendo un centravanti possente ma un giocatore tecnico, spesso utilizzato anche da mediano, fu capocannoniere della squadra sia nella prima stagione in azzurro, nel 62-63 con undici reti (al pari di Frediani) in serie D (l’anno della storica promozione in serie C con la partita decisiva ad Imperia, nella quale realizzò la rete del definitivo 2-1 al 43’ del secondo tempo), e nel 63-64, in serie C, con otto reti.

Arrivò in azzurro nell’estate del ’62, a vent’anni, dalle giovanili dell’Inter insieme a Roberto Manini; Dal Maso era di Thiene in provincia di Vicenza, Manini di Milano; entrambi poi hanno messo su famiglia qui, anche se in realtà Dal Maso chiuse la carriera nella Pistoiese; abitava in Versilia, ma aveva mantenuto legami negli anni con gli ex compagni di squadra.

Aveva trovato lavoro nella società Henraux, fino alla pensione. La notizia della sua morte si è diffusa nella giornata di ieri, prima nei gruppi della tifoseria azzurra, poi anche attraverso un comunicato ufficiale della Carrarese, che ha espresso cordoglio per la scomparsa dell’ex capitano.

A ricordarlo con toni commossi è Franco Cacciatori, che giocò con Dal Maso nella stagione 65-66, in serie C . Cacciatori era in prestito dal Pisa, e l’anno successivo andò al Perugia: «Franco Dal Maso era un giocatore eccezionale e un grande uomo. Calcisticamente aveva un’intelligenza superiore, aveva classe, faceva gol perché leggeva il gioco e aveva grande tecnica; e come persona, era davvero splendido; corretto, gentile, mai sopra le righe. Un signore, che si è fatto benvolere sempre da tutti, in campo e fuori. Sono davvero addolorato, ho giocato solo un anno con lui ma mi è rimasto nel cuore. Non era sorretto da un gran fisico, e per il calcio di quei tempi era un limite che gli ha impedito di raggiungere categorie superiori alla serie C ».

Anche il professor Gualtiero Magnani, storico appassionato ed esperto della Carrarese, ama ricordare il tratto umano al di là delle innegabili doti calcistiche: «Ha lasciato un ottimo ricordo, in azzurro è stato un giocatore esemplare».

Arrivato come detto nel 62-63, subito undici reti, trentatré presenze e campionato vinto. La formazione che vinse ad Imperia la gara decisiva era: Bocchini; Nardi, Costagli; Benedetto, Carminati, Invernizzi; Manini, Frediani, Favilli, Dal Maso, Convalle. Era il 2 giugno del 63, alla rete di Favilli al 40’ del primo tempo rispose per i liguri Gabetto al 20’ della ripresa; la chiuse Dal Maso al 43’ della ripresa. Classifica finale: Carrarese 49, Imperia 45. Poi, altre cinque stagioni in serie C da protagonista, fino all’amara annata 67-68 chiusa con la retrocessione per i ricorrenti problemi finanziari di quegli anni della società. Dal Maso passò in C alla Pistoiese, ma poi tornò all’ombra delle Apuane.

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