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Una super commessa per Baker Hughes. Quattro “mega-treni” assemblati a Massa
II colosso dell’energia fornirà al Qatar 12 turbine e 24 compressori centrifughi per l’estrazione di gas naturale liquefatto
CARRARA. Baker Hughes porta a casa un risultato importante e si aggiudica una mega commessa da parte di Qatar Petroleum: fornirà turbine a gas e compressori per il progetto North Field East (NFE), al largo della costa nordorientale del Qatar, gestito da Qatargas. E un ruolo importante in quell’aggiudicazione lo gioca anche lo stabilimento carrarese perché la realizzazione dei turbocompressori, l’assemblaggio dei treni e il loro collaudo saranno effettuati negli stabilimenti italiani di Baker Hughes di Firenze e Massa. La commessa, infatti, consiste nella fornitura di quattro “mega-treni”, ognuno dei quali sarà composto da tre turbine a gas e sei compressori centrifughi, per un totale di 12 turbine a gas e 24 compressori centrifughi.
Il North Field è il più grande giacimento di gas naturale al mondo. Il progetto NFE è la prima fase dell'espansione del giacimento North Field: porterà la capacità di produzione di gas naturale liquefatto del Qatar da 77 a 110 milioni di tonnellate all’anno il 2025. La seconda fase aumenterà ulteriormente la capacità di produzione del Qatar a 126 milioni di tonnellate per anno. Il progetto - spiega Baker Hughes - è in linea con la National Vision 2030 del Qatar, che mira a uno sviluppo più sostenibile.
L’ordine è tra i più significativi annunciati da Baker Hughes in ambito gas naturale liquefatto negli ultimi 5 anni (sia come capacità di produzione che come numero di macchinari), e contribuirà ad aumentare la capacità produttiva del Quatar da 77 a 110 milioni di tonnellate di gas liquefatto l’anno, avviando così la nazione del Golfo verso la leadership globale nella produzione di gas naturale liquefatto entro il 2025. La commessa che Baker Hughes si è aggiudicata si inserisce in un quadro di collaborazione ultra ventennale tra il ramo “Turbomachinery & Process Solutions di Baker Hughes”, Qatar Petroleum e Qatargas. L’espansione del progetto North Field East, che vede già operativi sei “mega treni” gas naturale , spinti dalla tecnologia di turbomacchine di Baker Hughes, contribuisce a consolidare il ruolo di leadership di Baker Hughes nella regione e per i progetti più complessi nel settore.
Soddisfatto Lorenzo Simonelli, presidente e amministratore delegato di Baker Hughes: «Questo accordo - esordisce - mostra la forza della partnership tra Baker Hughes e Qatar Petroleum, iniziata 25 anni fa con la consegna del primo treno per gas naturale liquefatto. Guardando ai prossimi 20 anni- Simonelli volge lo sguardo al futuro - in ogni scenario possibile il gas naturale rimarrà una fonte energetica chiave nella transizione verso un futuro più sostenibile, come risorsa di passaggio o come carburante di destinazione di questo processo. Grazie alla nostra esperienza nella fornitura di tecnologie gas naturale liquefatto (Lng) all’avanguardia, affidabili e particolarmente efficienti, confermiamo il nostro impegno a supportare il mercato dell’energia in Qatar in collaborazione con il nostro cliente».
Baker Hughes ribadisce l’impegno nella riduzione delle emissioni: «Come parte dell'impegno generale dell'azienda per raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero entro il 2050 e supportare i clienti nella decarbonizzazione delle loro operazioni - spiega Baker Hughes in una nota - abbiamo investito continuamente nello sviluppo di tecnologie che consentano ai clienti di ridurre le emissioni, migliorando al contempo le prestazioni e il design della macchina per ottimizzare le operazioni del sito. Il progetto North Field East - l’azienda fornisce dettagli sulla commessa e il suo contributo alle riduzione di emissioni - potrà contare, quindi, sulle più recenti tecnologie di compressione, che permetteranno di ridurre le emissioni di CO2 di 60.000 tonnellate per “mega-treno” ogni anno: ciò equivale ad una riduzione di emissioni del 5% rispetto alle tecnologie precedenti e alla rimozione dalla strada di 11.000 automobili ogni anno. Inoltre, l’utilizzo di nuove tecniche di produzione permetterà una riduzione fino al 10% delle emissioni di CO2 derivanti dalla produzione delle macchine, grazie ad un minore utilizzo di materie prime (macchine con pesi ottimizzati) e all’uso di processi produttivi con emissioni più contenute».
Un progetto importante in cui anche Carrara, con il suo stabilimento, svolge un ruolo chiave. —
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