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a palazzo civico 

Corsa contro il tempo per l’approvazione dei Pabe in consiglio

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carrara

Pabe: si accelera per l'approvazione in consiglio. La scheda numero 15 dei Piani attuativi dei bacini estrattivi, quella più corposa e che interessa il maggior numero di siti estrattivi, ritorna da Firenze fresca di conferenza dei servizi e finisce sui tavoli della commissione congiunta marmo, ambiente e urbanistica per discutere le ultime prescrizioni prima dell'approvazione definitiva in consiglio che anticipa di fatto l'entrata in vigore dei piani. L'iter è articolato, ma noto, con una vicenda che va avanti da più di un paio di anni con la prima proroga dalla Regione del 2018. Ricapitoliamo gli ultimi passaggi: l'adozione dei Pabe è arrivata in consiglio comunale l'11 giugno 2019; da lì il passaggio autunnale in Regione, per poi tornare nella salette di palazzo civico per la discussione delle 133 osservazioni nel frattempo pervenute. A luglio scorso l'ok incassato sempre dal consiglio e poi il ritorno a Firenze per la conferenza dei servizi che si è tenuta nella prima metà di agosto. Venerdì scorso la prima delle tre commissioni in programma per discutere delle indicazioni arrivate dal capoluogo toscano; al termine delle sedute i documenti ritorneranno, per l'approvazione definitiva, prima dell'entrata in vigore, in consiglio comunale. I tempi? Si conta di chiudere la partita entro la fine del prossimo mese. «Dalla conferenza dei servizi in Regione sono arrivate alcune indicazioni che saranno al centro delle sedute. Siamo soddisfatti perché le modifiche sono poche, ma avevamo lavorato nei mesi scorsi in commissione e con gli uffici per mandare a Firenze un testo già ben strutturato e pronto proprio per accelerare i tempi. Adesso vogliamo andare in consiglio nel più breve tempo possibile per l'approvazione definitiva dei Pabe che sono uno strumento fondamentale e che contengono norme importanti», fa sapere Stefano Dell'Amico, presidente della comm che aggiunge: «Non ci sono cave ferme, ma vogliamo scongiurare proprio per questo tempistiche più lunghe». I Pabe sono considerati il “piano regolatore” del lapideo. «Sulla base degli esiti del quadro conoscitivo e a seguito del processo di valutazione ambientale provvederanno a disciplinare, sotto il profilo paesaggistico, le attività estrattive esistenti e di nuova previsione all'interno delle aree interessate, nonché le funzioni secondarie ammissibili e gli interventi edilizi per le attività di servizio complementari a quella di escavazione». —

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