Il Tirreno

l’intervista ad alessandro amorese (fdi) 

«Il nostro partito crescerà e i voti li prendiamo nelle periferie dimenticate»

Libero Red Dolce
«Il nostro partito crescerà e i voti li prendiamo nelle periferie dimenticate»

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massa

Non era scontato - pur essendo nell’aria - che Fratelli d’Italia potesse crescere ancora. L’11% in provincia, il 13,57 a Massa. A certificare un ruolo sempre più significativo nell’area di centrodestra. La Lega fa il 22%, ma è molto meno lontana delle ultime amministrative. E soprattutto l’exploit di Alessandro Amorese, volto storico della destra apuana, e secondo più votato della coalizione (dietro Matteo Mastrini) ma davanti a tutti i candidati leghisti con 3143 preferenze personali.

Partiamo dal dato del partito: da dove arriva questa crescita?

«Partendo dalla coalizione, io credo che sia un riscontro positivo di questi due anni di amministrazione a Massa. Che hanno delle ombre, ma soprattutto hanno delle luci. Se noi andiamo a vedere certi territori che una volta votavano a sinistra, non solo il Pd, noi lì siamo andati alla grande. E non è solo un dato di trend nazionale: è un dato locale. Abbiamo lavorato bene, con margini di miglioramento ovviamente. E poi i voti arrivano e da fasce interclassiste e anagraficamente composite».

Il tema delle periferie dove la sinistra scompare e la destra riemerge insomma.

«La mentalità di non lasciare indietro territori che prima erano dati per scontati o considerati solo in campagna elettorale con promesse che si rivelano carta straccia».

Qualche esempio di questi luoghi?

«Certe sono state costruire come periferie e noi le consideriamo pezzi di centro. Penso a Romagnano o il Mirteto, che sono stati trattati come pezzi sovietici di questa città. Abbiamo a che fare con questi cittadini con il rispetto che non hanno mai ricevuto. O penso ai risultati alle frazioni montane, cercando di avere attenzione e riportando il decoro».

Partendo dall’ultimo risultato, qual è il programma di lavoro per ampliare la base di consenso?

«Noi stasera (ieri per chi legge, ndr) abbiamo una riunione aperta a iscritti e simpatizzanti. Dove faremo un’analisi del voto realtà per realtà. Ci sono territori dove faremo di più, sia come amministrazione che come partito. E non intendo solo come partito, ma come bene comune. I voti, se c’è azione di governo adeguata, arrivano di conseguenza».

Il successo al voto apre qualche ipotesi sulla composizione dell’amministrazione Persiani? Il vostro partito chiederà più spazio?

«La domanda èpiù che logica, ma noi non spingiamo in questa direzione. Non stiamo chiedendo posti in più. E ovviamente decide il sindaco Francesco Persiani. Semmai chiederemo attenzione maggiore su alcuni temi».

Quali temi?

«Dobbiamo migliorare il decoro di questa città e ci stiamo lavorando. Dobbiamo lavorare su alcuni temi come la sicurezza sociale, il turismo. Non partiamo da zero ma ci sono margini di miglioramento di sicuro».

Nonostante i buoni risultati nessun consigliere di opposizione arriverà da questa provincia. Un impoverimento.

«Non ho dubbi, non ci sentiamo rappresentati dalla persona che è stata eletta (non lo nomina, si tratta di Giacomo Bugliani del Pd, ndr)perché ha avuto sempre un approccio di dialogo solo con l’altra parte. Tra i consiglieri eletti di Fratelli d’Italia in altre province c’è la consapevolezza che Massa-Carrara dovranno rappresentarla anche loro. Chiederemo attenzione all’agricoltura, velocizzare le bonifiche del Sir e il turismo. Ed è ora di concederci l’area di crisi complessa come a Piombino». —

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