Referendum, vince il “sì” con il 67,77% «Modernizzata la Costituzione»
Anche sotto le Apuane via libera al taglio dei parlamentari, soddisfatto il deputato 5 Stelle Ricciardi: «Una nostra battaglia»
massa-carrara
La Provincia di Massa-Carrara non si rivela per nulla differente dal resto d’Italia, nel voto che i cittadini hanno espresso al referendum sul taglio del numero dei parlamentari: vince il sì, con il 67,77%, in netto vantaggio sui no, che rimangono al 32,23%. Buona e, forse quella sì, inaspettata l’affluenza alle urne che, nell’ultimo giorno disponibile al voto ha raggiunto il 60,45%.
Nessuna sorpresa, quindi, vince il sì al referendum sul taglio dei parlamentari, che passano, per quanto riguarda i deputati da 600 a 400 e da 315 a 200 per quel che concerne i senatori. Un risultato che, in un certo senso, blinda anche per il futuro il governo Conte.
A favore della riforma si era espresso dal primo momento il M5S, soddisfatto anche in terra apuana del risultato: «È una indiscussa vittoria del Movimento 5 Stelle- dice il deputato pentastellato Riccardo Ricciardi- Non certo della Lega o di Fratelli d’Italia, che non si sono per niente spesi per questa battaglia. Per noi, invece, era una battaglia storica che abbiamo portato a termine con successo. E vorrei ricordare che non è la prima volta: abbiamo portato a casa il reddito di cittadinanza, la riforma spazza corrotti e adesso il taglio dei parlamentari. Abbiamo modificato la Costituzione e lo abbiamo fatto in maniera intelligente. Abbiamo gettato le basi per il futuro- continua Ricciardi- Abbiamo capito che la Costituzione non va stravolta, ovviamente, ma modernizzata procedendo a piccoli passi, modificandola chirurgicamente, non come avevano tentato di fare alcuni nostri predecessori, che poi, appunto, non sono stati premiati nel risultato. E’ anche una vittoria del Governo, perché no- conclude Ricciardi- il risultato del referendum premia l’alleanza con il Pd, che all’inizio si era espresso un po’ timidamente, ma che alla fine ha fatto la sua parte».
Un sì, in ogni caso, che rafforza di sicuro i vincoli dell'alleanza del Partito Democratico con i M5s, nella speranza che ora siano i pentastellati a compiere passi verso le direzioni auspicate dagli alleati Dem, a partire dalle modifiche ai decreti Salvini, l'utilizzo delle risorse del Mes e il cammino delle riforme
E così la pensa anche la deputata del Pd Martina Nardi: «Abbiamo fatto la nostra parte come avevamo annunciato- inizia- e votato sì direi convintamente. Credo che senza di noi sia il dato nazionale che quello provinciale sarebbe stato diverso. Adesso però dobbiamo guardare avanti. Al Pd interessa qualcosa di molto più grande del taglio dei parlamentari- spiega la deputata- Occorre una riforma più complessiva, una nuova legge costituzionale che possa dare un senso vero a questo primo step che è stato la riduzione del numero dei parlamentari; dovremo lavorare ad una nuova legge elettorale e ad un futuro che superi il bicameralismo, l’unico vero ostacolo a lavori parlamentari più svelti e agili, l’unico blocco, direi, all’azione politica di deputati e senatori, qualunque sia il loro numero. Ecco- conclude Martina Nardi- io credo che l’obiettivo del monocameralismo non dovremo più perderlo di vista»
La riforma che prevede il taglio dei parlamentari, lo ricordiamo, era stata votata dal Parlamento secondo l’iter di doppia lettura e votazione del testo: il primo via libera è arrivato il 7 febbraio 2019, in Senato, quando la maggioranza era quella gialloverde formata da 5 Stelle e Lega. «Abbiamo mantenuto una parola data- commenta da ultimo il segretario provinciale della Lega di Massa Carrara Andrea Cella- Non ci siamo rimangiati il nostro voto favorevole alla riforma e salvini si è dimostrato coerente. Detto questo abbiamo però sempre pensato che i contenuti dell’ultimo referendum fossero un po’ poveri, e che la domanda del taglio delle poltrone parlasse un po’ alla pancia degli elettori. A livello politico, crediamo, non cambierà nulla. Abbiamo però capito che il popolo apuano, come quello italiano, è scontento della politica. Con questo risultato dovremo fare i conti successivamente, per capire come riconquistare la fiducia degli elettori la prossima volta che ci presenteremo al voto, a prescindere dal partito a cui apparteniamo. Oggi- conclude il segretario Cella- credo di poter dire, anche a livello più personale, che il risultato di questo referendum non cambierà alla fine i nostri politici e ci sarà sempre qualche bravo sindaco, di qualche piccolo paese italiano, che guadagnerà troppo poco per il lavoro immane che invece svolge ogni giorno, a fronte di qualche parlamentare che invece, per quello che fa, continuerà a guadagnare sempre troppo. —
Manuela D’Angelo
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